Esclusione Shark, le reazioni a Trapani. Il sindaco: «Città e trapanesi parte lesa»

13.01.2026 10:05 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Esclusione Shark, le reazioni a Trapani. Il sindaco: «Città e trapanesi parte lesa»
© foto di Ciamillo

"Amarezza, delusione, rabbia. Ma anche tristezza e tanto dolore. Si riassume così lo stato d'animo dei trapanesi per l'esclusione della Trapani Shark dal campionato di serie A". Inizia così l'articolo di Antonio Trama su La Repubblica ed. Palermo, che riporta anche alcune di quelle che sono state le reazioni dopo la notizia della esclusione della Shark. A parlare è Andrea Magaddino, l'ultimo presidente a portare Trapani in serie A2 nei primi anni Duemila, prima di Valerio Antonini, non ha parole «per esprimere il dolore e il dispiacere per questa esclusione. Abbiamo vissuto due anni e qualche mese alla grande per i risultati sportivi, ma non solo. Ne ha beneficiato l'intera immagine di Trapani, in Italia e in Europa e ha creato benessere a tutta la città, diffondendo una immagine positiva di Trapani. Le partite della Shark non erano solo l'occasione di assistere allo spettacolo in campo, perché Trapani perde un'occasione di diffusione delle proprie bellezze, oltre che per indirizzare i giovanissimi verso lo sport in generale e il basket in particolare. Il danno è incalcolabile». Magaddino ricorda come «la Shark aveva fatto rinascere il senso della trapanesità. Chi vive fuori regione e seguiva le trasferte, sentendo il dialetto, si sentiva di nuovo a casa. Era un valore inestimabile».

Torna a parlare della Shark anche Giacomo Tranchida, che con Valerio Antonini si è scontrato in modo netto sulla questione palazzetto. «È il momento della grande amarezza», dice Tranchida. Per cui tutti i trapanesi sono parte lesa. «Sul piano personale non posso che essere dispiaciuto - continua - L'intera vicenda, però, mi ricorda un vecchio adagio: chi semina vento, raccoglie tempesta». E conclude aprendo al prossimo futuro: «i valori granata hanno radici profonde, anche grazie ai cittadini e tifosi innamorati della maglia sportiva. Tra quei valori ci sta in primis la dignità, la stessa dignità e caparbietà, tipica della gente di mare, che ci darà la forza per rialzarci e andare a testa alta anche nello sport».

Marco Martin, storico giocatore della Pallacanestro Trapani che nel '93 giocò in A1 con i granata, la prima volta di Trapani nella massima serie, aggiunge: «Spesso Trapani e la Sicilia vengono associate a situazioni negative, ma la verità la conosce solo chi ha avuto la fortuna di venire e viverla, conoscendo il territorio e apprezzandolo». Martin non risparmia critiche al presidente Antonini. «Ha cancellato la storia di Trapani, ma il siciliano ha ottima memoria. Io ero a Bologna per la finale con la Fortitudo per la promozione in A ricorda l'ex giocatore trapanese e, anche se da ultima ruota del carro, ero felice come un bambino. Questo ha portato a quello che Repesa chiamava "effetto palla di neve", con tanti che si sono avvicinati alla squadra, fino ad avere oltre 1500 persone a seguirla in trasferta. Qualcosa di bellissimo che quando giocavo io non accadeva, perché di tifosi al seguito ne avevano pochissimi. Ha fatto del bene, portando in alto il nome di Trapani, ma ha tirato giù tutto con il suo fallimento, colpendo anche la città e questa è la cosa che mi ferisce di più. La gente di Trapani non merita di essere associata ad avvenimenti negativi come questo».