DeRozan trascina i Kings: Doncic 42, ma Lakers battuti a suon di triple
Sacramento non si ferma: dopo il colpo sui Rockets, i Kings si regalano un’altra big dell’Ovest come i Lakers, superati 124-112 nonostante i 42 punti di un Luka Doncic praticamente immarcabile per lunghi tratti. La notte però porta la firma di DeMar DeRozan, autore di una prova d’altri tempi: 32 punti con un chirurgico 14/19 dal campo e, dettaglio non banale nel basket moderno, senza neanche un tentativo dall’arco, imponendo il suo mid-range contro una difesa gialloviola spesso passiva sui cambi e in ritardo sulle letture. È il modo in cui Sacramento costruisce i propri vantaggi a raccontare la partita più del tabellino: DeRozan detta i tempi, catalizza raddoppi e libera spazio per i compagni, mentre i Lakers faticano a trovare continuità dietro, alternando possessi aggressivi a blackout che lasciano autostrade al palleggio-arresto-e-tiro dei padroni di casa.
Il secondo spartiacque, però, arriva dal perimetro, dove i Kings aprono definitivamente la gara: Malik Monk gioca la parte del bomber designato, si accende dietro l’arco e chiude la serata con 26 punti costruiti soprattutto sulle sue sette triple (7/9 da tre, 9/15 complessivo), trasformando ogni rotazione lenta dei Lakers in un canestro pesante. Russell Westbrook, chiamato a orchestrare e dare ritmo, risponde presente non solo in cabina di regia: i suoi 22 punti, accompagnati da 7 assist e 5 rimbalzi, certificano una gara totale, fatta di penetrazioni, scarichi puntuali e un feeling in crescita proprio con Monk e DeRozan nello spazio dei tre quarti di campo offensivo. Per i Lakers, costretti a dividere le attenzioni difensive tra il post di DeRozan, le letture sul pick and roll e il pericolo costante dall’arco, diventa quasi impossibile coprire tutto: l’inizio di ripresa, dopo un primo tempo comunque equilibrato (61-54), lo dimostra chiaramente con una serie di possessi in cui DeRozan, Westbrook e gli esterni dei Kings trovano il tiro giusto con una facilità disarmante.
I buchi nelle rotazioni gialloviola emergono con forza nel terzo quarto: in una delle azioni simbolo, DeRozan attira l’attenzione della difesa e pesca un Westbrook completamente dimenticato nell’angolo, libero di colpire dall’arco per spingere il margine fino al +20 (79-59) e dare la sensazione di un equilibrio ormai rotto. I tentativi di rimonta arrivano comunque, con Doncic e LeBron James che scelgono la via del ferro e appoggiano la risalita anche sul lavoro interno di Deandre Ayton e Jaxson Hayes, grazie ai quali i Lakers mettono oltre metà dei propri punti direttamente in area avversaria e si presentano all’ultimo quarto sotto di 12 (95-83). Ma ogni volta che la squadra prova a ripassare stabilmente sotto la doppia cifra di svantaggio, Sacramento trova la risposta giusta: a tre minuti dalla sirena DeRozan punisce ancora da media distanza su Doncic, poi apre il campo per un Monk liberato dall’arco e lo stesso Monk attacca la linea di fondo per servire Precious Achiuwa nell’angolo opposto per un’altra tripla, dando vita a un 10-0 (122-104) che spegne definitivamente le speranze Lakers.