Leandro Bolmaro: «NBA? Non ero pronto. Magari in futuro potrei riprovarci»
Il suo ritorno in campo dopo un mese di stop è stato subito prezioso per l'Olimpia Milano: stiamo parlando di Leandro Bolmaro, l'argentino classe 2000 che alla sua seconda stagione in Italia sta disputando la sua miglior EuroLeague con cifre da 10.9 punti, 4.1 rimbalzi e 2.8 assist con un incredibile 47.4% da tre punti. Bolmaro ha raccontato ai microfoni di Sky di quando è stato scelto al Draft NBA come 23ª scelta assoluta nel 2020: "Non ero pronto. Anche il mio inglese non era buono, la comunicazione è fondamentale. Per me l'NBA è ovviamente un business, in cui vedi tutto: trade, movimento, tutto quello che succede fuori dal campo ti coinvolge costantemente. Per me è frustrante. Ho deciso di andarci perché ero giovane, era il mio sogno ed era anche una grande opportunità economica. Oggi però ho cambiato mentalità. Per me i soldi non sono più la cosa importante ora. Certo, contano, devo pensare al mio futuro, non posso giocare fino a 60 anni, devo sfruttare il tempo in cui il mio corpo me lo permette", dice Bolmaro.
L'argentino non esclude un ritorno in NBA
"Allo stesso tempo do priorità alla persona e al giocatore. Per me è fondamentale sentirmi bene nella città, nel club, giocare. Nella mia testa questo è più importante dei solidi. Se non sei felice, perdono valore anche i soldi. Prima ero concentrato su tre cose che non mi permettevano di focalizzarmi sul gioco. Oggi è tutto diverso: sono più maturo, parlo meglio inglese, mi sento più pronto fisicamente. Il livello atletico è altissimo. Ora mi sento molto più a mio agio. Ma penso al presente, passo dopo passo. Magari in futuro potrei riprovarci".
Il presente all'Olimpia Milano
"Adesso sto giocando e mi sto divertendo tantissimo. Mentalmente è come dire "wow", un cambiamento enorme.Non c'è stress, distrazioni, mi concentro sul basket. La scorsa stagione non è stata facile mentalmente, ma grazie al mio psicologo sono riuscito a esprimermi. Parlare con qualcuno. Lui vede le partite dalla TV, quindi non può vedere cosa succede dentro di me, però io gli spiego quello che sento, quello che penso e quello che devo fare. Posso dire che è un po' come Chat GPT ma come persona. Anche questa estate ho lavorato con lui, non sono sull'aspetto mentale ma anche sulla concentrazione, esercizi che faccio ogni giorno per rimanere focalizzato, lavorare sulla visione, mantenere l'istinto. Tutto questo mi aiuta ogni giorno. Una persona così ti mantiene umile, ti dice la verità, è onesta. Non mi mentirà, lavoriamo come squadra, mi dirà sempre la verità. Ed è prezioso quando si parla di basket".
Manu Ginobili
"Ho imparato tanto da Manu Ginobili: anche nei periodi in cui nello sport non giocava e, in NBA, nei primi anni in cui non era sempre coinvolto, continuava ad andare ogni giorno al 100%. È durissimo quando non giochi — lo dico perché l’ho vissuto. Da lui ho preso questo: la mentalità della costanza. Oggi lo faccio anch’io, anche dopo ogni allenamento: ho la mia routine. Non per forza gli stessi esercizi, ma l’approccio: continuità, disciplina e disponibilità totale".