Virtus Bologna, Daniel Hackett: «Ivanovic? All'inizio ero scettico». E su Edwards...
In casa Virtus Bologna a parlare è Daniel Hackett ai microfoni di Sport Club su E-Tv. Il veterano sta vivendo una grande stagione. "Sono arrivato ad un punto della carriera dove è fondamentale lo spirito di adattamento, quest'anno abbiamo meno veterani e quindi ho un ruolo diverso, magari con meno minuti ma con la necessità di essere sempre un esempio ed un punto di riferimento verso i compagni con meno esperienza. Mi fa piacere, a questa età, gestire situazioni diverse”, racconta Hackett. Sulla Virtus di questa stagione rispetto a quelle degli anni precedenti dice: "Rispetto al passato è diversa, è più giovane, con meno esperienza. Ha qualità diverse, non abbiamo i grandi fuoriclasse degli ultimi anni ma giocatori forti, giovani, vogliosi e atletici, di grande prospettiva futura. L'importante è stato creare subito amalgama e un vero spogliatoio, questo ci aiuterà nei momenti di difficoltà. È una Virtus intrigante, questi giovani sono interessanti, stanno attirando l'attenzione di tutta Europa e dà lustro anche me giocare con loro".
La Virtus sta facendo bene anche in EuroLega. "Anni fa abbiamo vissuto una annata magica, poi ci furono inceppi nell'ingranaggio, infortuni, un periodo di flessione di chi stava tirando la carretta, pure io non recuperai mai da un problema al ginocchio. Tante cose che funzionarono per lunghi periodo, poi anche un calendario beffardo che ci tolse la magia precedente, aggiungo anche la stangata in Coppa Italia. Arrivammo nei playin, che la siamo giocata sbattendo poi sul muro di Baskonia dopo aver vinto contro l'Efes. Una torta senza ciliegina. Quest'anno siamo partiti bene, stagione promettente, in classifica la zona playoff non è lontanissima. Siamo competitivi, possiamo dirlo con umiltà ma sapendo che ce la possiamo giocare con chiunque, non abbiamo mai preso batoste e siamo stati in partita contro tutti, anche magari con rammarico come successo contro l'Olympiacos o l'Hapoel, o l'ultimo tiro contro la Stella Rossa, o contro il Barcellona o il Fenerbahce. Dobbiamo restare coerenti con il lavoro che stiamo facendo, perchè sta dando buoni risultati”.
Gli altri e bassi di Edwards. "Le difese si concentrano molto su di lui, spesso fatica anche a ricevere il pallone, e sta a noi metterlo nelle condizioni di poter avere maggiori tiri puliti. E' normale poter avere cali di forma, c'è stato un infortunio da cui non ha ancora ripreso al meglio ma lui è un ragazzo orgoglioso, forse ha pure forzato i tempi di recupero. Era difficile potesse mantenere quelle performances, a volte al Paladozza pareva un alieno inarrestabile, ci sta che ora abbia una pausa. Noi dobbiamo togliergli qualche responsabilità in attacco".
Su Dusko Ivanovic ammette: "All'inizio ero scettico, forse intimidito dalla sua figura e dal suo modo di lavorare. Piano piano ci siamo parlati, capiti, e ora lo apprezzo tantissimi. Un sergente di ferro che mette le cose in chiaro, che vuole allenamenti fatti in un certo modo, spreme molto la squadra forse a volte con metodi barbari, ma è una persona vera e quadrata. Mi piace molto, mi stimola andare in campo per lui. E per questo gruppo di giovani lui può fare solo bene”.
Parole anche su Saliou Niang. "Lo vedo in campo così come è fuori. Posato, non parla tanto ma quando parla è piacevole sentirlo, molto educato e silenzioso. Uguale in campo, gioca la partita, finisce, guarda il tabellino, e pur essendo silenzioso nel modo di giocare ha dei flash come schiacciate o giocate sopra il ferro che ti sbalordiscono. Si sacrifica tanto, giocare in Eurolega con dei pariruolo non è semplice, ma lui è intelligente e sfrutta il suo fisico dinamico e versatilità. E ha ampi margini di miglioramento, con lui la Virtus ha trovato un grando acquisto in prospettiva futura, così come lo è Ferrari. E' bello vedere come un club che ha vinto tutti continui a puntare su italiani giovani”.