Attilio Caja su Varese: «La squadra deve accendere il pubblico»
Dal 2014 al 2020 la Pallacanestro Varese di Attilio Caja ha vinto 39 gare casalinghe sulle 54 allenate al "Lino Oldrini", pari al 72% di successi, mentre l'attuale 33% del 2025/26 è il dato peggiore post-Covid. "In almeno metà delle partite interne viravamo a più 15 o più 20 a metà gara, qualche amico mi rimproverava bonariamente "non mi gusto neppure la partita intera, a metà posso andare via…". Accade dove c'è una vera impronta difensiva che ti permettere di imprimere il ritmo: così segni canestri facili e togli sicurezze agli avversari. Devo dire però che questo tipo di partenze sprint si verificano spesso anche ora a Bologna", dice coach Attilio Caja, oggi alla guida della Fortitudo, a La Prealpina. "È una mentalità che si può allenare? Certo, trasformando ogni seduta in una guerra, per abituare la squadra ad entrare in campo con questa mentalità. È la base per indirizzare le partite: nel primo tempo emerge quel che hai preparato in settimana, nel secondo ci sono gli aggiustamenti in base allo sviluppo del match".
La squadra vince meno rispetto alla sua epoca, ma il pubblico è aumentato: "I tifosi vanno a Masnago perché le cose sono fatte bene. Merito della società che porta avanti le politiche giuste e riesce a coinvolgere il pubblico al di là dei risultati. Poi è chiaro che c'è una predisposizione ambientale, a Varese così come alla Fortitudo, dove gli abbonati sono aumentati in 3 anni da 3.800 a 4.400 a 4.600. Il campo è una componente: a Varese se i risultati sono dalla tua parte aiuta, ma conta molto come ti approcci con la città. Evidentemente in questi anni è lavorato su politiche azzeccate anche con i giovani, sfruttando la nuova iniziativa Varese Basketball. Certo se i tifosi ti spingono, a Masnago, come a Bologna, sembra di giocare con il campo in discesa...".
Varese disputa la serie A da 17 stagioni consecutive, ma dal 2009/10 ad oggi ha giocato solo 4 playoff: com'è il bilancio? "Una serie così lunga è di per sé un merito. Tante piazze hanno vissuto momenti di difficoltà, tanto di cappello a Varese per questa continuità condita da qualche ciliegina sulla torta come i playoff del 2017/18, quelli sfiorati l'anno successivo e la stagione 2022/23 frenata dalla penalizzzione. E comunque va riconosciuta la capacità di Scola di attirare investitori nuovi: nel mio periodo il consorzio faceva i salti mortali, Alberto Castelli era straordinario nel moltiplicare risorse nei momenti di bisogno, ora la situazione mi sembra molto più stabile e rassicurante per il futuro".