Wembanyama domina il derby texano: Spurs solidi sui Mavs di Cooper Flagg
I San Antonio Spurs continuano a marciare e a consolidare la loro seconda posizione a Ovest con un’altra prova di forza offensiva: dopo Magic e Thunder, arriva il terzo successo consecutivo sul parquet dei Dallas Mavericks, nel derby texano più brillante delle ultime settimane chiuso sul 135-123. Ancora una volta il faro è Victor Wembanyama, che apre la gara con tre triple consecutive, quasi a ricordare a tutti i 40 punti dell’esordio stagionale su questo stesso campo, e poi gestisce il ritmo con una linea statistica da leader totale: 29 punti, 11 rimbalzi, 6 assist e 3 stoppate, al centro di un attacco in cui ben sei compagni chiudono in doppia cifra. Una produzione che serve, e come, per rispondere a dei Mavs che, pur nel pieno di una fase complicata a livello collettivo e reduci dalla sesta sconfitta di fila, restano agganciati alla partita grazie all’ennesima serata monstre di Cooper Flagg, autore di 32 punti con 14/27 dal campo, e alla spalla perfetta di Naji Marshall, che lo eguaglia a quota 32 segnando in ogni modo: in penetrazione, dalla media e dall’arco. A metà gara, però, la difficoltà cronica di Dallas nel contenere l’armata offensiva degli Spurs è già evidente, come si legge sul tabellino: 74-63.
Nel terzo quarto i Mavs provano a rimettere in discussione tutto: Flagg alza ulteriormente i giri, Max Christie piazza alcune giocate pesanti e, possesso dopo possesso, il margine si assottiglia fino al 99-96 con cui si entra nell’ultima frazione, trasformando il derby in una sfida da una sola azione di distanza. È lì che gli Spurs mostrano la maturità di una squadra vera: una sequenza da “sei punti” cambia l’inerzia quando De’Aaron Fox punisce in transizione dall’arco subito dopo il tiro da tre sbagliato in situazione analoga da Klay Thompson, spingendo gli ospiti sul 112-105. Dallas non molla, insiste nel pitturato con Flagg e i suoi lunghi e torna fino al -1 a 4,0' dalla fine (119-120), ma proprio nel momento chiave la difesa texana si dimentica in testa alla lunetta Stephon Castle, che punisce con la tripla frontale. Da lì in poi i Mavs forzano troppo dall’arco nel tentativo di rientrare, mentre San Antonio, senza farsi prendere dal panico, chiude i conti con i liberi e trova anche la giocata simbolo nel tap-in schiacciato di Castle dopo un errore in transizione dello stesso Wembanyama.