Warriors corsari a Phoenix: senza Curry è pioggia di triple e colpo in volata
Niente Stephen Curry, niente Devin Booker, ma la sfida tra Golden State Warriors e Phoenix Suns al Mortgage Matchup Center si trasforma comunque in un manifesto offensivo, soprattutto per gli uomini di Steve Kerr. Come già visto due giorni prima contro Philadelphia, i Warriors scelgono di vivere e morire con il tiro da tre: 20 dei 23 tiri del primo quarto arrivano da oltre l’arco, con un 35% che basta a restare agganciati nonostante le fiammate di Dillon Brooks (24 punti) e Grayson Allen (21 punti), che tengono i Suns davanti 29-25. Golden State però non cambia spartito: nel secondo periodo si accendono De’Anthony Melton (17 punti), Gary Payton II – preziosissimo anche a rimbalzo – e Moses Moody, tutti a segno dall’arco per ribaltare l’inerzia sul 45-39. Le palle perse di Phoenix alimentano la fiducia degli ospiti e il protagonista inatteso diventa Pat Spencer, che chiude il primo tempo con un perfetto 3/3 da tre e 20 punti complessivi, spingendo i Warriors fino al +7 prima che due triple di Jordan Goodwin riducano il gap sul 59-55 all’intervallo.
Al rientro dagli spogliatoi Spencer riprende da dove aveva lasciato, porta Golden State in doppia cifra di vantaggio e firma il proprio massimo in carriera con ancora venti minuti da giocare (66-56), ma da lì l’attacco gialloblu si inceppa di colpo: solo due canestri dal campo in nove minuti, cinque palle perse e spazio per il controparziale Suns guidato da un ispirato Grayson Allen, che orchestra un 26-10 per il sorpasso sull' 82-76. L’ultimo quarto sembra la spallata definitiva di Phoenix, che apre con un 8-0 e vola fino al +14 grazie alla tripla di Collin Gillespie (90-76), ma i Warriors rifiutano l’idea di alzare bandiera bianca: Al Horford (13 punti) e ancora Melton guidano un 17-5 che riporta tutto in parità sul 97-97 a 1,0' dalla sirena. Da lì in poi l’attacco dei Suns si blocca: Gillespie prova l’azione personale ma viene stoppato da Moody, e sull’azione successiva Gui Santos (18 punti, 7 assist) vola in contropiede per il layup del sorpasso. Nell’ultimo possesso Brooks, ben contenuto prima da Moody e poi da Melton, forza la tripla della vittoria ma non trova il ferro: Golden State completa così un vero e proprio furto in Arizona, una vittoria costruita sulla resilienza, sulla profondità della rotazione e su una serata da protagonisti inattesi.