Notte nera a Belgrado, il Partizan affonda un Panathinaikos in crisi profonda
Senza energia, senza convinzione, senza un vero piano partita: così il Panathinaikos Aktor si è letteralmente sciolto a Belgrado, travolto 78-62 da un Partizan “finito” solo sulla carta, decimato dalle assenze ma molto più presente mentalmente e fisicamente. Chi pensava che la vittoria sul Real Madrid di martedì avesse chiuso la “crisi verde” si è dovuto ricredere in fretta: la squadra di Ergin Ataman è tornata alle vecchie, pessime abitudini, apparendo irriconoscibile in una Belgrade Arena caldissima e finendo sotto le mani di un gruppo serbo che, pur con rotazioni ridotte, ha giocato con una fame e una durezza che i greci non hanno mai saputo pareggiare. Già dalla seconda frazione il Panathinaikos è sembrato fuori fase, sotto di 12 (45-33) all’intervallo e incapace di trovare un filo logico nelle proprie scelte: difesa molle nel pitturato, rimbalzi concessi, attacco ingolfato in isolamenti sterili e un season-low offensivo che racconta meglio di qualsiasi tabellino la serata da incubo contro una Partizan che sulla carta doveva essere “gestibile”.
Il 16-11 in classifica, dopo questo ko contro la diciottesima forza dell’Eurolega, pesa più di quanto dica il semplice numero: era una partita “segnata” per mille motivi, anche psicologici, e il modo in cui è stata buttata via riapre interrogativi profondi sul percorso del Panathinaikos nella corsa ai piani alti. La triade Sloukas–Grant–Juancho è apparsa logorata dai minuti pesanti delle ultime settimane, Short è stato l’unico a salvarsi davvero dal naufragio ma ancora una volta gestito male nel primo tempo, mentre il resto della rotazione non ha dato risposte: Osman in pieno blackout, Rogkavopoulos espulso per un gesto inutile, la second unit incapace di cambiare ritmo e il “tentativo” Grigonis–Yurtseven al posto di Kalaitzakis–Samodourov trasformato in un boomerang tecnico. Nel terzo quarto il Partizan ha fatto “allenamento” contro una difesa passiva, spingendo il margine fino al +24, con il clima sugli spalti diventato addirittura ostile dopo l’antisportivo su Lakic e gli oggetti lanciati verso la panchina greca. L’ultima frazione, iniziata sul -24, ha visto un minimo sussulto d’orgoglio con un 9-0 che non ha mai messo davvero in discussione l’esito: le triple continuavano a sbattere sul ferro, il tempo scivolava via e il 78-62 finale ha certificato una serata di pura frustrazione per lo stesso Ataman. Boxscore: 18 Payne, 16 Bonga e Brown, 11 Fernando per il Partizan; 21 Shorts, 7p+8r Hernangomez, 7 Mitoglou per il Panathinaikos.