Alexander-Walker firma il buzzer e Atlanta piega Utah in volata
È una di quelle sere in cui la differenza la fanno i dettagli e il sangue freddo: con il punteggio in parità, Nickeil Alexander-Walker si prende il pallone, attacca il suo difensore e spezza l’equilibrio con un jumper corto a 1.3" dalla sirena che vale il 121-119 e la vittoria degli Atlanta Hawks sugli Utah Jazz.
Per il canadese sono 23 punti e la firma sulla giocata simbolo di una squadra che sta cambiando pelle dopo la trade di Trae Young, ma la notte della State Farm Arena è anche e soprattutto il biglietto da visita di Jock Landale: arrivato ad Atlanta appena ventiquattr’ore prima, dopo essere stato coinvolto in una maxi-trade a otto giocatori e girato subito da Memphis a Utah e poi agli Hawks, il lungo australiano risponde con 29 punti, cinque triple a bersaglio e un impatto totale, aggiungendo quattro stoppate e cinque assist da titolare al posto dell’infortunato Onyeka Okongwu, fermo per una frattura dentale.
A dare struttura al tutto c’è la continuità di Jalen Johnson, che mette insieme la terza tripla doppia consecutiva e la decima stagionale con 22 punti, 16 rimbalzi e 15 assist, numeri che lo portano alle spalle del solo Nikola Jokic nella speciale classifica di lega e raccontano quanto sia diventato centrale nel sistema Hawks. Dall’altra parte, un gruppo Jazz ridotto all’osso in attesa dei nuovi arrivi (su tutti Jaren Jackson Jr.) e privo ancora di Keyonte George, fermato da una distorsione alla caviglia sinistra, si aggrappa al talento dei suoi giovani: il rookie Ace Bailey forza il supplemento di emozioni con la tripla del 119 pari a 9,0" dalla fine, Isaiah Collier gioca 48 minuti per la seconda gara di fila e chiude con 25 punti e 11 assist, mentre Kyle Filipowski domina a rimbalzo con 15 punti e 17 rimbalzi e Lauri Markkanen e Brice Sensabaugh aggiungono 18 punti a testa. Non basta però a evitare la 17ª sconfitta nelle ultime 21, anche perché Atlanta trova contributi pesanti pure da Cory Kispert, che tocca i 20 punti, massimo personale in maglia Hawks, e dà la misura di quanto il nuovo corso post-Young stia iniziando a prendere forma proprio attraverso serate come questa.