LBA - Ma davvero sui social la pallavolo schiaccia la pallacanestro?

24.11.2020 08:00 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Ma davvero sui social la pallavolo schiaccia la pallacanestro?

Sui social e sulla comunicazione online si pensa che si combatterà la guerra per la visibilità di ogni settore della vita pubblica in futuro. Figuriamoci nello sport e soprattutto in quello sport che non si chiami calcio. Il declino dei quotidiani è sempre più marcato e i numeri espressi in totale di copie vendute rispetto al numero delle pagine dedicate agli altri sport si avvicina sempre più a zero (senza contare che per la pallacanestro, ad esempio, ci sono giorni senza neanche un articolo firmato e la serie A2 e la serie B sono completamente dimenticate nel limbo).

Così può capitare che un'onesta interpretazione di dati come quella fatta oggi da Marcello Frisone su Il Sole 24 Ore sul confronto fra la penetrazione social di pallacanestro e pallavolo in Italia possa dare origine a una titolazione fuorviante nell'ansia di trovare il verbo ad effetto (Nei social media la pallavolo schiaccia il basket).

In realtà non schiaccia nessuno. L'unica cosa totalmente vera è la capacità della legavolley e dei suoi club di generare più interazioni di legabasket e dei suoi club. Sappiamo i motivi, che sono essenzialmente due. L'approssimazione della maggior parte degli uffici stampa delle società (con ampia facoltà di prova) e la necessità del volley di agire in prima persona visto che non ci sono molti siti internet specializzati che si occupino in maniera  approfondita delle tematiche legate al gioco. 

L'informazione e la sua condivisione nel mondo della pallacanestro avviene attraverso siti e pagine facebook che l'altro sport preso in esame non ha la possibilità di fare. I numeri, in fatto di letture, interazioni, post, tweet e quant'altro possa venirvi in mente di considerare sono almeno una decina di volte più grandi di quanto possa mai fare legabasket o legavolley e i suoi club.

Ovvero, sui media italiani e internazionali, il basket vale almeno dieci volte di più. Peccato che i nostri governanti non lo sappiano, che nessuno glielo abbia detto, e che spesso si preferisca lo snobismo di certi parvenu. Potrebbero utilizzarlo per far sapere agli investitori e sponsor della penetrazione di nomi e di marchi.

Abbiamo un presidente FIP che si vanta pubblicamente di non considerare nè leggere i siti internet; e degli ultimi due presidenti di LBA uno si vantava di saper crescere sui social media, e l'attuale che vorrebbe farlo ma con armi spuntate, visto il successo - ad esempio - del play by play delle partite, per poi incassare articoli come quello di oggi su Il Sole 24 Ore.