Virtus Bologna vs Partizan, è polemica: il presidente Mijailovic attacca l’EuroLeague
Il Partizan Belgrado non ha preso di bene l'anticipo della sfida con la Virtus Bologna. Dopo il comunicato stampa di pochi giorni fa, in cui il club serbo riferiva di non essere stato d'accordo con lo spostamento della partita - che si giocherà l'11 e non il 12, a seguito della richiesta di anticipo, vista la concomitanza con la partita di Europa League del Bologna -, il presidente Ostoja Mijailovic parte all'attacco di EuroLeague. «Una situazione molto strana», ha dichiarato Mijailovic in un’intervista a Meridian Sport. «Siamo stati informati dall’EuroLeague citando una situazione di sicurezza in Italia. Il nostro avvocato ha esaminato il regolamento dell’EuroLeague e abbiamo visto che non è possibile farlo senza la nostra approvazione. Abbiamo sollevato la questione, ma ci hanno detto che la sicurezza viene prima di tutto, indipendentemente dalle regole».
«Non è giusto per i nostri tifosi che avevano pianificato il viaggio. Alcuni membri del nostro consiglio hanno persino annullato il viaggio perché non potevano modificare i loro impegni di lavoro da un giorno all’altro. Che senso hanno i regolamenti se non vengono rispettati? Ma giocheremo comunque quella partita. Ci sono molte cose ingiuste, e questa è solo un’altra», prosegue il numero uno della compagine serba.
Mijailovic ha anche commentato la recente proposta di Chus Bueno, nuovo CEO dell’EuroLeague, di trasformare tutte le licenze B in licenze A a lungo termine. Questione che riguarda Partizan ma anche la stessa Virtus Bologna.
«L’EuroLeague, come principale competizione europea, deve ragionare in questo modo», ha spiegato. «I club hanno bisogno di continuità. È un grande problema per l’organizzazione se hai una licenza per uno, due o tre anni. Hai sponsor che firmano contratti a lungo termine, ma con clausole secondo cui, se il club non gioca in EuroLeague, il contratto diventa nullo. L’EuroLeague ha un forte sostegno da parte nostra per convertire le licenze B in licenze A, ma insistiamo affinché le regole del gioco siano chiare e uguali per tutti i club».
Aggiunge: «Organizzare l’EuroLeague è difficile: abbiamo avuto i club russi espulsi, noi siamo stati ammessi, è arrivato Monaco, c’è stata una guerra che prima ha colpito il Maccabi, poi l’Hapoel, e ora tre club non possono giocare in casa… Capisco che la sicurezza debba venire prima di tutto, ma i dirigenti dell’EuroLeague devono rendersi conto che i club hanno molti tifosi e sponsor, e che la struttura di quei club è importante. Se stai guidando una nave grande e lunga, non puoi fare manovre brusche perché tutto cade. Tutti devono essere trattati allo stesso modo. Non vedo l’ora che la situazione nel mondo si stabilizzi e che i club russi tornino, perché all’EuroLeague manca quel mercato, soprattutto il CSKA. Ora torniamo al basket».
Mijailovic ha anche parlato di come cambino le operazioni dopo l'arrivo di Chus Bueno al posto di Paulius Motiejunas, sempre attaccando EuroLeague per la decisione di anticipare il match con la Virtus
«Con Paulius avevamo un rapporto professionale», ha detto Mijailovic. «Abbiamo avuto rapporti professionali con i suoi predecessori e li avremo anche con il suo successore. Ogni direttore dovrebbe servire i club, per assicurarsi che tutto funzioni senza intoppi e che le competizioni si svolgano senza questi cambi improvvisi di calendario. Immaginate di noleggiare un volo privato per l’Italia con 160 persone a bordo e poi, cinque giorni prima della partita, qualcuno vi dice che il match deve essere spostato. Come è possibile? E i costi? E le persone?». E conclude: «Le strutture di sicurezza italiane lo sapevano già prima, subito dopo il sorteggio dell’Europa League [di calcio, quando si sarebbe giocata la partita di calcio (Bologna-Roma). Bueno ha esperienza, ottimi contatti – cosa molto importante – e la capacità di gestire la situazione legata all’arrivo della NBA in Europa. Il leader deve essere coinvolto con quelle persone perché l’EuroLeague non è responsabile solo della propria competizione, ma dell’intero basket europeo».