Femminile - Anastasia Conte, una principessa molto realistica

Focus
giovedì, 12 gennaio 2023 alle 8:40
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La giocatrice della Parking Graf Crema si sta affermando come una protagonista della rincorsa della sua squadra alla salvezza
Leggerezza, determinazione, voglia di conquistare sempre di più la fiducia del proprio allenatore, idee chiare e fantasia. Sembrano le caratteristiche, almeno alcune, di un tipico Sagittario. Ed infatti Anastasia Conte, classe 2000, in forza alla Parking Graf Crema, neo promossa nella massima serie, è nata il 9 dicembre. E da quando a 16 anni ha iniziato a respirare l’aria della pallacanestro di vertice nella sua città ha sempre cercato fare uno scatto in avanti per diventare una giocatrice importante.
A Torino ero aggregata alla serie A e giocavo la C con Moncalieri. Con Massimo Riga (in quegli anni coach nella città della Mole,ndr) mi sono trovata benissimo, è stato tutto molto bello. Un anno poi con Moncalieri siamo salite in A2 in modo rocambolesco: all’andata con Muggia abbiamo perso di 25 la finale e tutti pensavamo che fosse finita lì. Tanto che io ed una mia compagna, Sara Berrard, eravamo andate a giocare le Finali Nazionali Giovanili. Poi ci hanno richiamato ed è successo l’incredibile, abbiamo vinto di 30 ribaltando pronostico, punteggio, tutto quello che ci era sfavorevole. Nel 2019 mi chiamano per la Nazionale Under 20 mentre ero impegnata con gli esami di maturità. Non pensavo che mi avrebbero confermato tra le 12 ed invece sono partita ed abbiamo vinto l’oro. Sono due gioie immense che porto sempre con me”.
Conte mettiamo a posto una cosa: lei è un play o una guardia?
Bella domanda…all’inizio giocavo guardia perché mi dicevano che col mio fisico (è alta 1 metro e 74) ero un po' piccola per giocare play in serie A. Poi un allenatore ha deciso di farmi giocare nuovamente playmaker ma in A2 ho fatto solo la guardia. Con coach irco Diamanti ho fatto la guardia ma solo in partita perché in allenamento faccio il play allenandomi ogni giorno con Rae D’Alie. A me piace tirare, penetrare e scaricare, fare un palleggio e tiro. Faccio quello che serve alla squadra. Con Rae ogni allenamento è una fatica starle appresso ma è anche una bella scuola”.
Ha parlato di Diamanti ma quest’anno sulla panchina di Crema c’è Giuseppe Piazza. Come va?
Mi trovo benissimo. All’inizio non giocavo tanto ma poi sono riuscita a guadagnarmi la sua fiducia ed ora sono contenta. Per essere il primo anno vero in A1 sono piuttosto soddisfatta di come stanno andando le cose. Anche perché siamo cresciute come squadra e ci troviamo meglio. La nostra difesa è cresciuta, ci capiamo, siamo consapevoli di quello che possiamo fare. Ci mancano un po' di cose. Per esempio arrivare alla fine delle partite con un po' di energia e lucidità in più per evitare che vincano le avversarie specie quando sono gare punto a punto. Ma questo credo sia questione di esperienza e mentalità da costruire”.
Il suo non è un nome molto comune, da dove arriva?
“Viene da mio papà perché quando sono nata lui ha detto a mia mamma “Lei è una principessa” e gli è venuta in mente la principessa Anastasia”.
Che rapporto ha con i suoi genitori?
Loro sono i miei primi tifosi. Sono la mia forza. Quando gioco a Crema son sempre qui a vedermi. E spesso vengono anche in trasferta. Amo moltissimo parlare con loro e sono le persone con le quali parlo per prima se ho un problema tanto in campo che fuori”.
Fuori dal campo Anastasia cosa fa? Qual è il suo piano B per il dopo basket?
Io studio Lingue e culture per il Turismo all’Università di Torino e fra tre esami mi laureo. Sono testarda e quando mi metto a fare una cosa voglio finirla nei tempi giusti. Per questo sto bene a Crema perché quando è stato possibile sono riuscita ad andare a dare gli esami in presenza. Ho scelto questa facoltà perché voglio imparare le lingue come si deve e perché un giorno vorrei lavorare nel settore della creazione degli eventi legati al turismo. Il mio tempo libero passa tra lo studio, i miei genitori, leggere, ascoltare musica, il mio fidanzato e scrivere. Amo molto scrivere: i pensieri che mi vengono in testa, o un problema che in quel momento mi assilla lo metto sulla carta oppure ancora una cosa che ho fatto da ragazzina. Ah poi prendo lezioni di inglese due volte a settimana!”.
La giocatrice che in questi mesi di A1 l’ha più colpita?
Non ho dubbi, Costanza Verona. La conosco da tempo e so quanto è forte ma vederla giocare in questo modo mi ha impressionato davvero tanto. Che brava”.

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