Femminile, l'allegria e la forza di Federica Franceschelli per Faenza

La 25enne guardia romagnola ha superato l'infortunio al ginocchio anche grazie ad un carattere votato all'ironia e serenità
11.01.2023 00:25 di Eduardo Lubrano Twitter:    vedi letture
Femminile, l'allegria e la forza di Federica Franceschelli per Faenza

Fra le cose belle di questo campionato LBF A1 Techfind c’è finalmente vedere tornare in campo atlete che nella passata stagione anno subito infortuni gravi. A volte anche nella stagione precedente. Tra queste c’è Federica Franceschelli, faentina d nascita ma imolese di vita almeno fino ad un certo punto della sua vita. Era il 3 ottobre del 2021, all’Opening Day di Moncalieri durante il quale la E-Work Faenza di cui Federica è il capitano, stava giocando proprio con l’Akronos, padrona di casa. Dopo 12 minuti e spiccioli il crack: rottura del legamento crociato anteriore e del menisco mediale del ginocchio sinistro. L’8 novembre l’intervento, riuscito perfettamente e il 2 ottobre del 2022 i primi 2 minuti e 41 secondi della nuova vita sportiva della guardia mancina di Faenza nell’Opening Day con Venezia.

E’ stato un processo lungo e faticoso, pieno di momenti difficili – dice Federica a Pianetabasket con la sua voce sempre allegra e positiva - ma che da subito ho impostato senza fretta, senza l’ansia di voler anticipare il recupero. La difficoltà maggiore è stata quella di recuperare fiducia nei movimenti che caratterizzano la cosa che faccio meglio cioè la difesa. Questo è stato durissimo, ma adesso sono a posto e pronta ad aiutare al cento per ceto le mie compagne. Anche perché…

Anche perché?

Insomma alcune partite le dovevamo vincere e non ci siamo riuscite ed io ho avuto qualche senso di colpa per non essere riuscita a dare il mio aiuto come avrei voluto. Cacciare questi sensi di colpa è stato altrettanto difficile che rimettere in moto il ginocchio. La mia forza sono state le compagne di squadra, il mio compagno a casa che allena e che mi sostiene sempre e mi diceva “tranquilla tutto torna come prima”. E Simona Ballardini, il nostro coach con la quale ho parlato tanto, lei mi ha raccontato dei suoi infortuni e mi ha confortato molto. E poi io, il mio carattere, la mia voglia di tornare a posto al cento per cento”.

Come è nata la passione per il basket di Federica?

"Mia mamma giocava e mio fratello giocava così la famiglia lo andava spesso a vedere. Poi siamo grandi tifosi dell’Andrea Costa Imola. Mia mamma voleva che facessi anche altri sport ed un giorno mi portò a ginnastica ritmica. Dopo un po' io dissi a mamma ed all’insegnante: ”E’ tutto molto bello ma basta così, grazie ma vado a giocare a basket!” e da lì ho giocato per quattro anni a Castel San Pietro (con Paolo Seletti coach,ndr) eccomi in serie A1”.

Ecco la serie A1 a con la E-Work Faenza, la promozione, la conferma. Per ora sta bene qui?

Assolutamente. A Faenza sto benissimo. Mi sono arrivate delle offerte in questa ultima estate ma io ragiono così: perché devo lasciare un progetto che ho accettato di contribuire a far crescere, vicino casa, dove l’ambiente è super, la società idem, per una situazione che non conosco? Mi piacciono le persone, a me piace la sincerità, quella razionale, non urlata a vice bassa. A volte un urlaccio ci sta ma deve essere accompagnato da un suggerimetno e qui accade proprio questo. L’altra sera eravamo in centro a Faenza dove c’era una festa tradizionale e delle bambine di guardavano con gli occhi sbarrati e ci dicevano “brave, che brave che siete, ci piacerebbe essere come voi…”. Questo credo non abbia valore o confronto con nulla altro che possano offrirti. Però attenzione ho 25 anni la mia carriera non è finita…

Federica sta già pensando al futuro dopo il basket?

Certo che sì. Studio Economia e commercio all’Università di Bologna, mi manca poco, tre esami e dovrei laurearmi a….ma non si dice questo! Naturalmente tra la palestra e lo studio di tempo libero ne rimane poco, così approfitto per stare col mio compagno e quando posso per andare a vedere la Virtus Bologna, oppure la Juventus”.

Dopo un girone di ritorno, il suo primo girone di ritorno in serie A1 qual è l’avversaria che l’ha lasciata a bocca aperta?

Tutte ( e sorride con la sua contagiosa simpatia) ma direi che Parks mi ha messo in difficoltà anche perché non ero ancora del tutto pronta mentalmente a difendere su lei. E Marina Mabrey è davvero uno spettacolo”.

Proviamo a chiudere con un ennesimo sorriso. Fiduciosa sul cammino di Faenza nel girone di ritorno?

“Dopo la vittoria con Moncalieri (sabato 7 gennaio,72-62,ndr) grazie alla quale abbiamo ribaltato la differenza canestri sono molto fiduciosa, secondo me i playout non li facciamo. Stiamo finalmente trovano un corretto equilibrio nel nostro modo di giocare. Ora ne abbiamo altre due importanti, a Brescia domenica 15, (andata 82-66 per Faenza) e poi in casa con Valdarno con cui abbiamo vinto lì, 68 ad 80. Passate queste due possiamo ricalcolare il mio livello di fiducia in base ai risultati?".

PS : le altre interviste  Francesca Dotto, Giulia Natali, Silvia Pastrello,  Mariella SantucciCostanza VeronaVittoria Allievi, Gaia Gorini. Anna Togliani.