I Thunder allungano la striscia, Minnesota crolla nel finale
Niente fase di studio al tip-off: i Thunder partono a razzo con un 9-0 che porta subito la firma della coppia Holmgren-Hartenstein, dominante vicino al ferro e capace di dettare il tono fisico della serata. Dall’altra parte Anthony Edwards sbatte contro il muro di Chet – prima stoppata, poi air-ball – e i Wolves si perdono in un attacco troppo perimetrale, fatto di tiri forzati e palloni persi. Solo con l’ingresso di Ayo Dosunmu Minnesota trova finalmente un filo logico: l’ex Bulls alza l’intensità su entrambi i lati del campo, attacca il ferro con decisione e riporta gli ospiti a contatto, approfittando anche di qualche errore in transizione di OKC. Il 23-22 di fine primo quarto fotografa un equilibrio ritrovato dopo un avvio tutto di marca Thunder.
Nel secondo periodo la partita si spezza e si ricompone più volte: il ritmo si fa più spezzettato, situazione che sembra favorire i Wolves, bravi a sfruttare il lavoro di Bones Hyland sul pick and roll con Gobert e la continuità di un Dosunmu infallibile al tiro per mettere per la prima volta il naso avanti.
Oklahoma City risponde tornando alle proprie certezze: con Shai Gilgeous-Alexander in difficoltà al tiro, tocca ai tiratori aprire il campo. Jared McCain e Isaiah Joe puniscono dall’arco e rimettono il Thunder davanti, ma dall’altra parte Julius Randle entra in modalità dominante, segnando da ogni posizione e trascinando Minnesota a due possessi di vantaggio. All’intervallo SGA è fermo a 4 punti con un modesto 2/10 dal campo e i Wolves conducono 53-47.
La ripresa si apre con un lampo di Shai da tre punti, subito seguito però da una stoppata subita al ferro che sembra il simbolo della sua serata complicata. DiVincenzo prova a tenere in moto l’attacco di Minnesota avvicinandosi al canestro, mentre Randle continua a essere un rebus irrisolto per la difesa di OKC e i Wolves toccano il +9. Ma proprio quando Edwards ricomincia a forzare e l’attacco ospite si affida troppo alle iniziative individuali, il Thunder fiuta il momento: Joe pareggia i conti dall’arco, Gilgeous-Alexander stoppa Gobert in un’azione destinata a far discutere e da lì si apre il parziale che cambia la partita.
Tra fine terzo e inizio quarto periodo, Oklahoma City piazza un 25-9 che ribalta completamente lo scenario: Hartenstein si trasforma in regista alto, distribuendo assist “alla Jokic” per i canestri pesanti di McCain, mentre Alex Caruso e Isaiah Joe alzano il volume in difesa e colpiscono dall’arco, spingendo il margine fino alla doppia cifra. Il finale serve solo a certificare due cose: l’ennesima prova di profondità del roster Thunder, capace di vincere anche con SGA a mezzo servizio, e la continuità della sua serie di partite sopra quota 20 punti, mantenuta con tiri difficilissimi sulla testa di Edwards prima di accomodarsi in panchina.
Boxscore: 21 Holmgren, 20p+10as Gilgeous-Alexander, 20 Joe, 17 Caruso, 15 McCain, 11 Mitchell, 0p+10r Hartenstein per i Thunder; 32 Randle, 19 Edwards, 18 Dosunmu, 16 DiVincenzo per i Wolves.