LBA - Verso un blocco delle retrocessioni a posteriori e lo slittamento dei criteri

13.03.2021 08:30 di Umberto De Santis Twitter:    vedi letture
LBA - Verso un blocco delle retrocessioni a posteriori e lo slittamento dei criteri

Formalmente non se ne discute nemmeno, informalmente sarebbero già state prese da LBA importanti e decisive soluzioni per questa stagione 2020-21. Almeno stando a quello che riferisce La Prealpina. Nel segreto delle stanze bolognesi, si legge, sarebbe stato deciso il blocco delle retrocessioni ma, è qui la novità, se ne proclamerebbe l'ufficialità soltanto a fine stagione, ovvero dopo il 2 maggio.

Se fosse vero, e non abbiamo elementi per dubitare delle fonti de La Prealpina, dovrebbe esserci anche un gentlemen's agreement perché i club pericolanti (dal punto di vista finanziario) non cominciano a smantellare i roster fin da subito.

Di conseguenza, la dirigenza di LBA avrebbe già accettato l'idea di tornare a 17 squadre nella prossima stagione, andando a beffarsi bellamente della delibera FIP del 6 aprile 2019, perché se nessuna retrocede è già assodato che le vincitrici della A2 non rinunceranno a salire al piano di sopra. 

Anzi, spazio a una diciottesima perché si è sempre detto che un campionato dispari è un "vulnus". Ma non siamo sicuri che nemmeno qui manchi la possibilità di fare un passo indietro.

Con questo ragionamento per le squadre che dovessero avere problemi finanziari derivanti principalmente dalla mancanza di incassi al botteghino e poi per evaporazione di sponsor (non dimentichiamo che il credito d'imposta sulle sponsorizzazioni è stato sostanzialmente un flop e ha ancor di più attirato l'attenzione della Agenzia delle Entrate sulle aziende che ne hanno fatto uso), si aggiungerebbe al danno dei palazzi chiusi anche quello di non poter risparmiare almeno sui prossimi quattro mesi di costi pesanti e vivi come gli ingaggi.

E sono le stesse società che nel giro di qualche anno perderanno i benefici dei settori giovanili, visto che la riforma dello sport prevede lo svincolo totale dei tesserati a fine stagione (e i NAS andranno tutti alla Federazione come già capita per tantissimi casi, vedi i giocatori stranieri).

Ma questo non garantirà comunque alle 15 consorelle della serie A la certezza di essere ai nastri di partenza il prossimo 1° luglio per la stagione 2021-22. 

Avevamo messo in guardia che, con nuovi criteri finanziari stringenti e che al momento non sono stati rivelati, in presenza di debiti passati seppur regolarizzati, dei passivi accumulati nella stagione senza pubblico, della sottocapitalizzazione dei club ci sarebbero in vista forzose rinunce alla serie A.

Il rilievo non deve essere passato inosservato se, come riferisce il quotidiano lombardo, i famosi criteri finanziari stringenti non saranno tali almeno per il 2021-22.

Si legge testualmente: "Verosimile che la messa a punto dei criteri di partecipazione al campionato professionistico richieda un 2021/22 di assestamento per l'ingresso a regime con tutti i paletti previsti dall'1 luglio 2022".

Sarà così anche per le squadre vincitrici dell' A2? Il quotidiano non entra nei dettagli. Quello che è certo, se davvero la decisione finale in merito alla riforma di Legabasket con criteri veramente stringenti dovesse arrivare alla fine della stagione NON ci sarebbe materialmente il tempo di mettersi in regola, qualsivoglia sia la regola.

Nè per i vecchi, nè per i nuovi. 

(ad libitum).