LBA - Si risponde alla pandemia con un cambio di format?

17.01.2021 00:14 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - Si risponde alla pandemia con un cambio di format?

Umberto Gandini, presidente di Legabasket, aveva affermato che voleva arrivare a completare il girone di andata prima di affrontare ogni discorso di cambiamento di formule, interruzioni, varie ed eventuali.

Di fatto c'è ormai riuscito: dal recupero (stavolta per maltempo e non per pandemia) il 19 gennaio della gara tra Vanoli Cremona e Olimpia Milano uscirà il tabellone definitivo della Coppa Italia, ultimo titolo assegnato nella stagione 2019-20, e una classifica completa quando saranno completati i recuperi della sfortunatissima Varese.

Così si tornerà a parlare anche di blocco delle retrocessioni. I mancati incassi (ci sfugge la scarsa prudenza di club che hanno fatto il mercato estivo come se nulla fosse successo) hanno minato la consistenza della liquidità finanziaria. Gli aiuti di stato sono miseri e insoddisfacenti.

La federazione, all'atto pratico, ha concesso spiccioli per la macchinetta del caffè, però il gran capo ha incassato la rielezione. Certo la LBA nel "do ut des" non ci ha guadagnato nulla...

Per la sopravvivenza, la Fortitudo Bologna in recupero ha incassato l'addio della Virtus Roma e visto precipitare in fondo classifica due squadre lombarde, Varese e Cantù, di cui abbiamo più volte parlato in riferimento a bacini di utenza troppo limitati nonostante il blasone, a realtà imprenditoriali che non hanno più quell'incidenza di una volta, ad amministrazioni pubbliche che non sono più quelle di un tempo.

Sfoltisce provvidenzialmente la rosa, il presidente Pavani. Noi pensiamo che in cuor suo, stando così le cose, speri di non arrivare ai playoff. Chiudere la stagione alla 28esima di campionato, sarebbe un bel risparmio di costi di gestione. Due più due continua a fare quattro.

Solo la Reggiana sta facendo un percorso diverso da altre società. Probabilmente il focus, più che sul campionato, potrebbe essere concentrato sulla FIBA Europe Cup, quella competizione vinta con il nome di Eurochallenge che nel 2014 diede inizio al periodo massimo di splendore del club emiliano.

Ora, ci potrebbe essere una recrudescenza di stop a causa della pandemia che condizionerà la nostra vita per molti altri mesi prima che la distribuzione dei vaccini e la verifica della loro efficacia dia il via libera al ritorno di una certa normalità.

Nel frattempo sarebbe auspicabile mettere in condizioni atleti e società di potersi allenare. In tanti scalpitano in attesa di un via libera, molti hanno iniziato a praticare sport alternativi possibili. Ma non tutti sono in grado di sostenere i costi supplementari di gestione pandemica (tamponi, struttura sanitaria, sanificazioni).

Anche l'essere inseriti nella lista del CONI aiuta fino ad un certo punto. Il fatto pretende che esista un campionato i cui impegni molte società ritengono di non poter affrontare, visto che vivono di passione e non di mecenatismo a fondo perduto. Una situazione complessa.

L'estate, che come abbiamo vissuto rallenta la diffusione del virus, potrà aiutarci a ricominciare nel mese di settembre. Ma per sbarcare il lunario il blocco delle retrocessioni è dietro l'angolo. A cascata potrebbe arrivare fino alla serie C.

Urge anche mettere i paletti di iscrizione con congruo anticipo sulla stagione 2021-22 per dare tempo alle società di attrezzarsi seriamente e capire a quale nuovo livello potranno competere. Paletti veri, non fittizzi come quelli che hanno permesso la triste vicenda della Roma di Toti.