LBA - "Si può fare": ma un progetto societario non è un mostro di Frankenstein Jr!

26.06.2020 07:30 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
LBA - "Si può fare": ma un progetto societario non è un mostro di Frankenstein Jr!

Progetto e programmazione: le due parole magiche di cui da alcuni anni centinaia di addetti ai lavori delle società sportive - non necessariamente solo di pallacanestro - si riempiono la bocca come chewing-gum (quando devono esaltare il gusto) piuttosto che che Iodosan (quando devono far ingoiare bocconi amari).

Con progetto e programmazione si può acquistare un titolo sportivo, portarlo magari nel corso di un triennio a Cagliari e poi trasferirlo a Torino. Con calma, prudenza, assorbendo anche i colpi non piacevoli e cambiando parzialmente obiettivo e, va', anche con un pizzico di fortuna. Noi ci riteniamo meritocratici, e diamo a Cesare quel che è di Cesare, che in questo caso si chiama Stefano Sardara. Nonostante il Coronavirus abbia sparigliato le carte...

Ora chiedere a una società di decidere un salto di categoria che impone un raddoppio del budget a disposizione nell'arco di 48 ore anche se poi diventate una settimana, significa che progetto e programmazione sono termini da categorie platoniche, o volgarmente, chiacchiere da bar.

Non si offenda l'ottimo presidente della Scaligera Gianluigi Pedrollo se ce lo stiamo immaginando come un Gene Wilder, alias Frederick Frankenstein, intento ad assemblare a caso un mostro con le braccia della BPM, le mutandine di Calzedonia, gli arti di qualche imprenditore volenteroso e il cuore palpitante di qualcuna delle sue elettropompe. Con uno spruzzo di improvvisato crowdfunding in stile Virtus Roma e (ahimé) Cremona.

Un mostro utile solo a chi di programmazione dovrebbe vivere, invece di rincorrere gli avvenimenti del presente e, peggio ancora, del recente passato. Legabasket, per esempio. Chi se ne frega se fra un anno Verona sarà di ritorno in serie A2 magari sull'orlo di un altro fallimento!

Il Coronavirus è stata la goccia che non solo ha fatto traboccare il vaso, ma l'ha anche fatto in mille pezzi. E' l'occasione per realizzare quelle riforme e quella ricostruzione che i soliti addetti ai lavori di cui sopra invocano da anni ma quando si mettono al tavolo delle decisioni rinviano ogni due per tre.

Dopo un anno di discussione a dirsi che diciotto squadre in serie A erano troppe per il movimento, a sdegnarsi perché è stata una umiliazione giocare dispari, adesso si sta facendo l'impossibile per varare un altro campionato a 18 nella speranza (nascosta?) di incontrare tante e tali rinunce per scendere forzatamente di numero piuttosto che prendersi la responsabilità di costruire e programmare un nuovo progetto di basket italiano.

Abbiamo pronta una lunga lista di nomi di persone (con titoli, ovviamente) che ambiscono a ricchi stipendi senza prendersi uno straccio di responsabilità.

E' pacifico ormai per tutti che progetto e sponsorizzazione viaggiano a braccetto. Che progetto è andare a chiedere una sponsorizzazione milionaria a BPM tout court? Che domattina decine e decine di società sportive di mezza Italia invaderanno il settore pubblicitario della banca con simili richieste.

E che progetto è andare da Calzedonia, che ha avuto 2500 negozi diretti e migliaia di mercati chiusi dal lockdown?

E che analisi di mercato è quella quella di un elenco di ditte della provincia che fatturano una certa quantità di milioni per fare i questuanti?

Che senso ha dover esporsi senza avere in mano le nuove regole del gioco economico/finanziario che il Governo ha difficoltà a legiferare?

Poi, magari, tra ventiquattro ore, scriveremo tutti quanto è stato bravo Pedrollo se avrà messo insieme il budget per giocare in serie A, o quanto è stato bravo Pedrollo a rinunciare senza la certezza di avere il budget coperto anticipatamente con i soldi piuttosto che con le promesse (o le illusioni). E se sarà A2 avrà una stagione intera per scrivere un nuovo progetto di sostenibilità per la serie A e farsi trovare pronto in caso di promozione sul campo.

Anche lavorare sugli scenari possibili fa parte della programmazione.