A Tom Thibodeau è andata peggio che a Federico Pasquini

08.01.2019 15:38 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1965 volte
A Tom Thibodeau è andata peggio che a Federico Pasquini

Con il licenziamento di Tom Thibodeau, raccapricciante se si pensa che è stato fatto dopo una vittoria di prestigio sui Lakers, è finita una moda americana che stava per fare proseliti anche in Italia, quella del Coach/manager che Federico Pasquini ha interpretato a Sassari per due anni dal 7 marzo 2016 (dimissioni di Calvani) al 3 aprile 2018. Solo che al dirigente della Dinamo è andata meglio, perché almeno ha mantenuto il posto di general manager...

Battute a parte e anche con le dovute differenze tra il raggio d'azione interpretato da Thibodeau in ruolo e maniera differente comunque da quello di Pasquini, proprio l'assunzione dell'ex allenatore dei Bulls nel doppio ruolo di head coach e basketball operations president aveva fatto raggiungere la notorità a una moda - unire due cariche con visioni e problematiche differenti, seppur incrociabili - che vedeva altri protagonisti come Stan Van Gundy ( Detroit Pistons ), Doc Rivers ( Los Angeles Clippers ) e Mike Budenholzer ( Atlanta Hawks ). Oggi c'è Casey a Detroit, Budenholzer è a Milwaukee, Rivers ha rinunciato alla carica di presidente.

Rimane nel doppio incarico solo lui, il mitico Gregg Popovich, President of Spurs Basketball and Head Coach at San Antonio Spurs come recita il biglietto da visita, che lavora con questo doppio ruolo dal 1996, ci ha infilato nel frattempo cinque titoli NBA e una sequenza senza interruzione di presenze della squadra ai playoff NBA che ci conferma essere l'eccezione e non la regola al sistema (e andrà nella post-season anche con questa ultimissima edizione della squadra con DeRozan al posto di Leonard).

Il fatto è che i due ruoli sono contrapposti. L'allenatore della squadra deve pensare al presente, a vincere la partita di domani, con una visione che non può andare oltre il raggiungimento degli obiettivi stagionali. Il presidente/manager invece deve essere lungimirante, immaginare e prevedere il futuro a medio e lungo termine della squadra, fissare e controllare il raggiungimento degli obiettivi sapendo all'occorrenza anche sacrificare qualcosa nel breve periodo. Per questo ci vogliono figure differenti: è importante in un front office confrontare una diversità di opinioni. Dato tutto quello che un allenatore deve affrontare nel corso di una stagione, avere un direttore generale separato regala la possibilità di cercare ulteriori punti di vista sia all'interno che all'esterno di un team. E l'organizzazione di una squadra NBA, con 82 partite concentrate in 7 mesi, viaggi da migliaia di chilometri, allenamenti in palestre diverse dalla solita, un numero di giocatori da 17/20, e di partite degli avversari da studiare ecc. ecc. è una cosa troppo grande per una singola persona.