Josh Bartelstein: da figlio di un agente a CEO dei Phoenix Suns

Josh Bartelstein, oggi CEO dei Phoenix Suns e delle Phoenix Mercury, ha vissuto fin da piccolo immerso nel mondo del basket professionistico. Figlio di Mark Bartelstein, uno degli agenti sportivi più influenti della NBA e NFL (agente di Bradley Beal che ha realizzato il buyout della guardia con i Suns e spedendolo poi ai Clippers, ndr), Josh ha trascorso l’infanzia ascoltando le telefonate del padre con dirigenti e general manager mentre viaggiavano verso allenamenti o partite. “Mi sedevo sul sedile posteriore e ascoltavo le sue chiamate. Il mio sogno era essere dall’altra parte di quelle conversazioni,” ha raccontato Josh. Quel sogno si è realizzato: a 36 anni, guida due squadre professionistiche e gestisce sia le operazioni sportive che quelle aziendali.
Cresciuto a Highland Park, Josh non ha mai tifato per una squadra in particolare, ma per i clienti del padre. “Non vedevo l’ora di tornare da scuola per controllare il calendario NBA e tifare per i suoi giocatori,” ha detto. L’unica eccezione? I Chicago White Sox, la sua vera squadra del cuore. Proprio i White Sox potrebbero presto vivere una rivoluzione: Justin Ishbia, fratello del proprietario dei Suns Mat Ishbia, ha un accordo per rilevare la franchigia. Josh non si sbilancia: “Justin lo farà a modo suo. È fantastico, ma io sono legato soprattutto a Mat e ai Suns.” Lo stile di Mat Ishbia è già noto per la sua trasparenza e audacia, come dimostrato dalla conferenza stampa dopo la deludente stagione 36-46: “Stagione imbarazzante. Deludente, orribile. È stato un fallimento.”
Dopo l’acquisto della franchigia, Ishbia ha subito puntato in alto con le acquisizioni di Kevin Durant e Bradley Beal, ma il progetto non ha funzionato. “Mat è estremamente competitivo e appassionato,” ha detto Mark. Tra le iniziative di Ishbia: una struttura di allenamento separata per le Mercury, un menu da 2 dollari nell’arena e la dichiarazione che “il business non è qui per fare soldi.” Un approccio radicalmente diverso da quello dei proprietari sportivi di Chicago.
Josh Bartelstein ha anche vissuto il basket da giocatore. Star del liceo a Highland Park, ha scelto di essere walk-on a Michigan, rinunciando a ruoli da titolare in college minori. In quattro anni ha segnato solo 6 punti, ma ha partecipato alla finale NCAA del 2013 ed è stato nominato capitano. “Non cambierei la mia esperienza a Michigan per nulla al mondo,” ha detto. Dopo la laurea, ha lavorato per otto anni nei Detroit Pistons, dove ha conosciuto Mat Ishbia, allora sponsor della squadra. “Se non fossi andato a Michigan, probabilmente non avrei lavorato per i Pistons. E senza i Pistons, non sarei CEO dei Suns. Tutto è connesso, e sono molto fortunato.”