Rockets più solidi dei Pistons: fisicità, difese e un sapore di basket d’altri tempi

24.01.2026 07:19 di  Redazione Pianetabasket.com  Twitter:    vedi letture
Rockets più solidi dei Pistons: fisicità, difese e un sapore di basket d’altri tempi
© foto di nba.com

Il tono della serata alla Little Caesars Arena di Detroit si capisce subito: niente corse sfrenate, niente festival da tre punti, ma un confronto duro, quasi vecchia scuola, in cui le difese dettano legge e ogni penetrazione in area è una piccola battaglia. I Rockets arrivano da una gara intensa a Philadelphia ma non lo danno a vedere, prendono il controllo con un primo strappo (20-28) e soprattutto con un Kevin Durant che continua a vedere il canestro grande come una vasca, punendo la difesa di Detroit con le sue conclusioni pesanti. Quando il margine supera la doppia cifra, sembra la classica serata in cui la squadra più esperta mette il pilota automatico, ma i Pistons trovano orgoglio e ritmo proprio dai cosiddetti “secondi violini”: Ronald Holland II e Jaden Ivey cambiano l’energia, attaccano il ferro, spingono in transizione e riportano la gara in equilibrio prima dell’intervallo (52-52), costringendo Houston a rimettere mano al piano partita.

Il rientro dagli spogliatoi conferma la trama: l’attacco dei Pistons si inceppa tra errori al tiro e palloni persi, e i Rockets ne approfittano per riallungare, ancora una volta con Durant (32 punti) a colpire frontalmente Jalen Duren (18 punti) dall’arco, due triple consecutive che gelano la arena e rimettono Houston in controllo. Serve di nuovo la scossa della panchina per tenere viva Detroit, che con un parziale di 11-1 a inizio quarto periodo riaccende il pubblico e si rimette a contatto, anche grazie a un poster spettacolare di Alperen Sengun che sembra poter girare l’inerzia. Ma la squadra di Ime Udoka non perde mai davvero la presa sulla gara: gestisce i possessi chiave, continua a sporcarsi le mani in difesa e, pur in una serata con appena 16 triple complessive (7 Detroit, 9 Houston) a segno e tanti contatti al limite, porta a casa un successo che profuma di maturità. Tra contese in area, stoppate (con Clint Capela protagonista) e braccia sempre pronte a deviare palloni, Rockets-Pistons finisce per assomigliare a un match d’altri tempi, in cui la differenza la fa chi resta più lucido quando le gambe iniziano a pesare.