Il ginocchio trema: Stephen Curry non giocherà all'All-Star Game 2026
Stephen Curry continua a fare i conti con il fastidio al ginocchio destro, legato in particolare alla sindrome femoro‑rotulea – il cosiddetto “ginocchio del corridore” – e per questo non potrà prendere parte all’All‑Star Game 2026. A confermarlo è stato Steve Kerr, intervenuto a bordocampo durante la sfida contro i Grizzlies: i Warriors dovranno quindi rinunciare al loro due volte MVP almeno fino al weekend delle stelle, con la speranza di rivederlo in campo il 19 febbraio, quando Boston farà visita a San Francisco. Curry, alla sua dodicesima convocazione all’All‑Star in carriera, non gioca dal 30 gennaio. Il problema al ginocchio lo tormenta ormai da quasi un mese e il dolore fatica a diminuire, un elemento inevitabilmente preoccupante per un atleta vicino ai 38 anni.
«Stiamo cercando di capire quale percorso di riabilitazione funzioni meglio» aveva spiegato lo stesso Curry la scorsa settimana facendo venire già più che un sospetto di defaillance. «Il dolore è ancora presente. Bisogna eliminare completamente infiammazione e fastidio. È una situazione che dobbiamo monitorare con attenzione, perché se rientro troppo presto rischio di peggiorare. Ma stiamo andando nella direzione giusta.» Dopo le assenze di Shai Gilgeous‑Alexander e Giannis Antetokounmpo nel Team World (e con Luka Doncic ancora ai box), sarà comunque Adam Silver a scegliere il sostituto di Curry nel Team USA (Stripes). Resta solo da capire quale giocatore americano verrà chiamato al draft: forse Michael Porter Jr.?