Con Murphy e Fears i Pelicans affondano Sacramento, alla 13a sconfitta di fila
La notte che avrebbe potuto segnare una piccola inversione di tendenza per i Kings si è trasformata nell’ennesimo capitolo di una crisi profonda: il 120-94 con cui Sacramento lascia New Orleans è la 13ª sconfitta consecutiva per una franchigia che non viveva una striscia così negativa dai tempi del trasferimento da Kansas City. E dire che l’avvio non era stato disastroso: il layup in penetrazione di DeMar DeRozan a poco più di quattro minuti dalla fine del primo quarto aveva regalato agli ospiti il 20-15 e un minimo di fiducia, subito però spenta dalla risposta secca dei Pelicans, con Bryce McGowens e Trey Murphy III a colpire dall’arco in rapida successione per il sorpasso e per innescare un parziale di 25-6 che ha cambiato il tono della serata. In quello strappo c’è stata tutta la differenza di energia e lucidità tra le due squadre: Zion Williamson ha attaccato il ferro con continuità, firmando otto punti nel break e aprendo spazi per i tiratori, mentre Murphy ha confermato il momento di grazia dall’arco, proseguendo una serie irreale che lo vede a 23 triple segnate su 40 tentativi nelle ultime tre uscite. Sacramento ha provato a restare aggrappata alla partita con le iniziative di Russell Westbrook, che nel frattempo ha tagliato il traguardo dei 27.000 punti in carriera entrando in un club d’élite della storia NBA, ma ogni tentativo di rientro si è fermato intorno alla doppia cifra di svantaggio, complice anche l’assenza di quattro titolari pesantissimi come LaVine, Murray, Monk e Sabonis, che insieme portano in dote oltre 60 punti di media a sera.
Dal secondo quarto in poi, la gara ha assunto i contorni di un lungo logoramento: ogni volta che i Kings accennavano a una reazione, magari con un jumper in arretramento di Westbrook per riportare il margine sotto la doppia cifra, New Orleans trovava il modo di rispondere, spesso ancora dall’arco, approfittando di una difesa sempre più lenta sulle rotazioni e di un linguaggio del corpo che raccontava tutta la frustrazione di una squadra in caduta libera. Il dominio a rimbalzo di Maxime Raynaud, autore di una prova da doppia doppia extralarge, ha evitato che il passivo diventasse imbarazzante, ma non ha mai davvero rimesso in discussione l’esito della sfida. I Pelicans, dal canto loro, hanno spezzato una curiosa serie di 14 partite finite sempre entro i 10 punti di scarto, scegliendo proprio la notte di Sacramento per firmare una vittoria larga, controllata e utile anche per ritrovare convinzione nella propria identità offensiva.
Boxscore: 21 Murphy III, 20 Fears, 18 Williamson, 12 Bey e Matkovic per i Pelicans; 21p+19r Raynaud, 17 Westbrook, 12 Carter, 10 Clifford per i Kings.