I Jazz sorprendono gli Heat nel finale e realizzano il colpo esterno
A guardare solo il punteggio finale, 115-111 per i Jazz, si rischia di perdere la trama di una partita che Miami sembrava avere in mano molto prima dell’ultimo minuto: gli uomini di Spoelstra arrivavano dal comodo successo sui Wizards e avevano subito imposto il proprio ritmo, con sei punti consecutivi di Fontecchio (9 punti, 5 rimbalzi, 2 assist in 19') e un gran passaggio di Kasparas Jakucionis (20 punti), entrato dalla panchina con la stessa leggerezza mostrata la notte precedente, mentre Bam Adebayo (23 punti, 11 rimbalzi) dettava legge a rimbalzo e apriva il campo con il suo tiro dalla media e dall’arco (32-26). Eppure, nonostante il controllo apparente, Utah ha continuato a restare agganciata alla partita grazie al contributo delle nuove facce del roster, trovando punti e fiducia da chi, fino a poche settimane fa, non era nemmeno parte della rotazione: il sorpasso firmato da Kyle Filipowski (16punti, 11 rimbalzi) ha certificato che il viaggio a Miami non sarebbe stato solo una tappa di passaggio di un road trip a Est (52-61)
Il vero spartiacque è arrivato nell’ultimo quarto, quando Will Hardy ha scelto ancora una volta la strada più coraggiosa, lasciando tre titolari in panchina per chiudere la gara con un quintetto più fresco e più “affamato”: una decisione che ha rischiato di costare caro, perché Miami ne ha approfittato per costruire un piccolo margine, spinta dall’energia di Jaime Jaquez Jr. e dall’alley-oop chiuso da Andrew Wiggins (26 punti) che ha acceso il Kaseya Center e dato ai padroni di casa cinque punti di vantaggio. Possesso dopo possesso Utah ha ricucito lo strappo, fino a trovare a 40,0" dalla sirena il canestro del sorpasso con Brice Sensabaugh, lucidissimo nel prendersi il tiro che contava mentre dall’altra parte Jakucionis, protagonista per tutta la sera, ha visto il ferro chiudersi proprio nel momento decisivo.