Draymond Green, al 10° tecnico stagionale accusa l'arbitro JT Orr

Draymond Green, al 10° tecnico stagionale accusa l'arbitro JT Orr

A pochi passi dal suo armadietto, quasi a mezzanotte, dopo la sconfitta dei Warriors contro i Pistons al Chase Center, Draymond Green non ha usato mezzi termini. Ha criticato duramente il modo in cui JT Orr ha arbitrato le rimesse laterali e ha definito “offensiva” la decisione dell’arbitro di assegnargli un tecnico a 8'44" dalla fine del secondo quarto, per motivi che – secondo lui – vanno oltre il semplice gioco. «Trovo ironico prendere un tecnico per aver detto a un arbitro caucasico di non mettermi la mano in faccia», ha dichiarato Green. «Da uomo nero in America, non mettere la mano in faccia a me. Gli ho detto: “Ehi, non mettermi la mano in faccia”, e mi ha dato un tecnico. È stata la cosa più assurda della serata».

Green e Orr avevano già discusso per diversi minuti durante il quarto, e il botta e risposta è proseguito anche mentre Orr si avvicinava al tavolo degli ufficiali per rivedere un possibile fallo dei Pistons su Green. Secondo il racconto del giocatore, Orr gli avrebbe detto: «Draymond, questa è la tua occasione per smettere di parlarmi». E Green avrebbe risposto: «Fratello, non mettermi la mano in faccia». A quel punto, sempre secondo Green, l’arbitro avrebbe replicato: «Ok, tecnico». Per Green si tratta del decimo tecnico stagionale. Al raggiungimento di quota 16 scatterebbe automaticamente una giornata di squalifica, come già accaduto nel 2022-23 quando arrivò a 17.

La NBA non ha commentato immediatamente la vicenda. Green, però, ha insistito sul tema del rispetto reciproco: «Tutti parlano di rispetto, ma deve valere in entrambe le direzioni. Se non vale per entrambi, allora non vale nemmeno per me. Siamo tutti uomini, tutti responsabili delle nostre scelte. Che sia l’ultima volta che succede». Uno dei punti più contestati da Green riguarda il modo in cui Orr ha gestito le rimesse dopo i canestri dei Pistons, permettendo – secondo lui – ad Ausar Thompson di trattenere il pallone e scegliere a chi consegnarlo senza che venisse fischiato un ritardo di gioco.

«Mi ha detto che Thompson può tenere la palla e guardarsi intorno dopo un canestro, e che non è delay of game», ha spiegato Green, sottolineando come questo rallentasse la ripartenza dei Warriors. Green ha poi aggiunto che Steph Curry, uscito nel terzo quarto per un problema al ginocchio, è stato invece punito con un delay of game per aver fatto esattamente la stessa cosa. Quando ha fatto notare la discrepanza, Green sostiene che Orr abbia risposto in modo esitante: «Stesso arbitro, JT Orr. Poi mi dice: “Forse hai ragione”. No, non puoi cambiare le regole a partita in corso».

Redazione Pianetabasket.com
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