Suns senza Booker ma travolgenti su Cavaliers nervosi e senza ritmo
Privi di Devin Booker, in molti si aspettavano dei Suns destinati a rientrare nei ranghi, ma la risposta del gruppo è stata l’esatto opposto: contro i Cavaliers arriva una delle prestazioni più complete della stagione, un soddisfacente 126-113 futto di dominio e controllo. L’avvio è equilibrato, con Grayson Allen a dare subito la misura della serata dall’arco e Cleveland che replica appoggiandosi a un Jarrett Allen molto a suo agio nel pitturato. I Suns però aggiustano presto il tiro: un timeout per riorganizzare le idee, poi l’ingresso di Jordan Goodwin e Oso Ighodaro cambia l’energia difensiva, alzando la pressione sulla palla, rubando possessi e imponendo un ritmo alto che diventerà il marchio di fabbrica della gara. Il primo quarto si chiude 26-25. Nel secondo periodo Goodwin, fin lì altalenante nelle ultime settimane, firma un primo passaggio di altissimo livello con triple pesanti che infiammano l’arena, mentre i Cavs provano a restare agganciati con le conclusioni di Thomas Bryant dall’arco. Phoenix però sale di colpi: il pallone circola, ogni aiuto difensivo viene punito, le palle perse di Cleveland si trasformano in punti facili e quando Royce O’Neale infila due triple consecutive il solco si apre. All’intervallo è 52-47, con 15 palloni persi provocati, 21 punti generati da quelle situazioni e un Donovan Mitchell (16 punti, 6 assist) sostanzialmente neutralizzato.
Il vero strappo arriva però alla ripresa del gioco: sull’onda del record personale della sera precedente, Dillon Brooks entra nel suo ormai classico “Villain mode” (27 punti), segna, provoca e detta il tono emotivo di un terzo quarto che Phoenix gioca in modo quasi perfetto in attacco. I tiri entrano da ogni zona del campo, il ritmo resta altissimo nonostante un momento di apprensione per una brutta caduta di Jalen Green, e i tentativi di risposta dei Cavs con Mitchell, Jaylon Tyson e Sam Merrill non bastano a invertire l’inerzia. I Suns giocano semplice, veloce e soprattutto insieme, chiudendo il periodo con 45 punti segnati, un vantaggio che tocca la ventina (95-72) e la sensazione di una partita già indirizzata. L’ultimo quarto non fa che confermarla: Cleveland, frustrata, perde più i nervi che il filo del gioco, i falli tecnici si accumulano e Kenny Atkinson viene espulso dopo appena un minuto. Phoenix continua a colpire dove fa più male, con il duo Goodwin–Gillespie che trova ancora il fondo della retina dall’arco fino a spingere il margine a +33 e trasformare il finale in puro garbage time. I Cavaliers limano qualcosa nel punteggio negli ultimi minuti, ma l’esito non è mai davvero in discussione.