Cunningham e Duren dominano e Golden State si ferma nel finale
Ventiquattr’ore dopo la serata complicata di Phoenix, i Pistons si presentano a San Francisco con un linguaggio del corpo completamente diverso: l’attacco gira, la palla si muove e l’energia è quella giusta fin dalla palla a due, nonostante i 10 punti iniziali di uno Stephen Curry (23 punti) sempre capace di accendere la partita in un attimo. Detroit però non si scompone e trova in Duncan Robinson il primo grimaldello per scardinare la difesa dei Warriors: le sue triple (4/6 dall’arco nel primo tempo) aprono il campo e permettono ai compagni di attaccare con continuità, mentre la circolazione di palla porta i Pistons avanti 25-19 e poi 45-37, con Golden State costretta ad aggrapparsi ai viaggi in lunetta per restare in scia. Potrebbe già diventare una “passeggiata” guidata da Cade Cunningham e Jalen Duren: il primo detta i tempi e colpisce dal palleggio, il secondo domina a rimbalzo e vicino al ferro. Quando Javonte Green firma il +15 dall’arco, i Warriors si tengono a galla con le insospettabili bombe di Draymond Green e con l’impatto del duo Gui Santos–De’Anthony Melton, ma il 16-4 firmato da Cunningham e Duren prima dell’intervallo spinge il margine fino al +17 (77-60).
L’onda lunga di quel parziale si vede anche in avvio di ripresa, con un 11-4 che porta il vantaggio a +20 e certifica la superiorità di Detroit nel pitturato, mentre Golden State prova a rientrare affidandosi a ogni spiraglio concesso dalla difesa ospite. Ausar Thompson si incolla a Curry in marcatura, sporca linee di passaggio e riempie il tabellino con rimbalzi e recuperi (7 punti, 8 rimbalzi, 6 palle recuperate). Così a prendersi qualche responsabilità in più è Al Horford, che con sette punti consecutivi e presenza a rimbalzo riporta i Warriors sotto la doppia cifra di svantaggio. Curry trova comunque il modo di segnare 10 punti nel terzo periodo, ma Isaiah Stewart tiene a distanza i padroni di casa e manda la sfida all’ultimo quarto con Detroit ancora in controllo. È lì che la partita rischia di girare: la stella di Golden State rientra negli spogliatoi dolorante, ma Buddy Hield e Gui Santos riaprono tutto con triple in serie fino al -3 (117-114), con Hield che spara il tiro del pareggio sul ferro. I Pistons però non crollano: gestiscono il possesso, mantengono sei punti di margine prima del rientro di Cunningham e, quando le difese alzano il livello di fisicità, sono proprio le letture del loro playmaker a congelare il ritmo e a spegnere l’ultimo assalto dei Warriors.