NBA - Perché i Chicago Bulls hanno buttato al vento il settimo titolo

25.05.2020 14:30 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
NBA - Perché i Chicago Bulls hanno buttato al vento il settimo titolo

"The Last Dance" ha dato uno sguardo all'interno delle tensioni che hanno circondato la stagione 1997-98 con Jordan, l'allenatore Phil Jackson, Scottie Pippen e Dennis Rodman a Chicago. 

L'assunto fondamentale della trama è Jerry Krause, che affermava che anche se Chicago fosse andato all'82-0 quell'anno, Jackson non sarebbe stato trattenuto come capo allenatore.

Nel documentario Michael Jordan ha affermato che invece di ritirasi sarebbe rimasto ancora un anno per provare a vincere il settimo titolo. Ma anche che la condizione per rimanere era legata al proseguimento del rapporto della franchigia con Phil Jackson.

Il proprietario Jerry Reinsdorf, in una intervista alla CBS ha dichiarato: "Michael non avrebbe potuto disputare il campionato 1998-1999: si era danneggiato seriamente un dito con un taglierino per sigari (in un casinò alle  Bahamas ndr), ha dovuto farsi operare. Un recupero per il campionato era semplicemente impensabile."

Un articolo di Tyler Conway per Bleacher Report afferma che "Jordan ha detto che l'infortunio non ha influenzato la sua decisione di ritirarsi." Michael ha dovuto subire due interventi per riparare il tendine, e non ha recuperato completamente la capacità di impugnare bene la palla, soprattutto nel recupero in un dribbling.

Non sapremo mai come poteva finire la caccia al settimo titolo, solo perché nella testa delle parti in causa questa possibilità non era tra le opzioni del loro futuro. La stagione 1998-1999 non è mai cominciata per effetto del lockout decretato il 1° luglio 1998 nella disputa tra proprietari e giocatori sugli stipendi.

La stagione ridotta andrà poi a cominciare il 20 gennaio 1999. Gli eroi stanchi e invecchiati avrebbero avuto il tempo di riposare. Il tendine del dito di Jordan sarebbe stato operato nella prospettiva di rientro e non nella condizione psicologica dell'ex giocatore, con sette mesi a disposizione per rientrare in campo senza danni, una stagione da appena 50 partite, senza All Star Game.

Le frizioni si sarebbero potute ricomporre in attesa della ripartenza del mercato e delle gare. Jordan si sarebbe accontentato di meno soldi, Pippen sarebbe stato meglio valorizzato, sul mercato si sarebbe trovata una guardia di un certo spessore per non forzare il rientro di Jordan. Il resto della squadra era di valore assoluto - e lo dimostra lo stesso The Last Dance. Siamo così sicuri che una corsa per il settimo titolo, quarto consecutivo, non si sarebbe potuta fare?