Esclusiva PB

ESCLUSIVA PB: Simone Righi, domatore di Panthers a Roseto

Il coach della sorpresa della prima parte di stagione racconta questi primi mesi di A1 per lui e le sue Panthers Roseto e traccia la strada da seguire
19.12.2025 09:00 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA PB: Simone Righi, domatore di Panthers a Roseto

Quella che poteva essere l' ultima domanda di questa chiacchierata con Simone Righi, coach della People Strategy Panthers Roseto, è diventata la prima perché inquadra un ambiente che sta cercando di crescere.

Righi cosa vi serve per mantenere la categoria?

"Continuità. In campo come nelle ultime giornate del girone di andata e fuori. Nel senso che già dallo scorso anno la società di sta strutturando per essere una presenza costante e seria nella serie A1".

Ed allora riavvolgiamo il nastro. Righi è a Roseto dallo scorso anno ed insieme alle giocatrici ha conquistato per la prima volta nella storia del club, la promozione in A1. Quest'anno al termine del girone di andata è ottava con quattro vittorie e farà le F8 di Coppa Italia 

"Il nostro obbiettivo - dice il 34enne di Voghera - è rimanere in A1 a tutti i costi, anche con l' ultimo possesso dell'ultima partita di play out se dovessimo farli. Dal primo giorno di raduno siamo stati chiari su questo punto ".

Quindi soddisfatto di quanto fatto finora?

"Sì. Senza dubbio. A parte due giocatrici, siamo tutti esordienti nella massima serie ed aver vinto quattro partite, anche con squadre più accreditate ma soprattutto con quelle che ci stanno sotto è davvero molto soddisfacente. Per adesso. In più da esordienti facciamo anche la Final8 di Coppa Italia. Ma non basta ovviamente, nel senso che non possiamo fermarci e rilassarci perchè la strada è lunga".

Nelle interviste di qualche settimana fa lei chiedeva alla squadra di non commettere gli stessi errori all'interno di una partita. Come va?

"Direi che ci stiamo provando con molta determinazione ed in parte ci stiamo riuscendo. In diverse partite abbiamo avuto ottimi momenti di gioco poi però per qualche minuto ci siamo come deconcentrate ed abbiamo buttato via il lavoro fatto in precedenza. Una grande lezione l'abbiamo avuta dalla sconfitta in casa con Battipaglia: dopo quella scossa abbiamo perso con Campobasso e Derhona ma siamo andate a vincere a Brescia, giocando una partita magari non bella ma dal punto di vista della concentrazione nei 40 minuti, di grande sostanza. E così dobbiamo continuare".

Altra cosa che chiede alle sue giocatrici è la condivisione, della fatica, dell'impegno, della palla. Ci siamo?

"Va molto meglio. La mentalità in allenamento è molto cresciuta ma voglio dire nessuna si è mai tirata indietro dal punto di vista dell'impegno. L'impatto con la categoria è stato molto duro, non trovavamo la chiave giusta, la nostra chiave, per stare in serie A1. Quello che chiedo è, per fare un esempio, di condividere e ragionare insieme sugli errori: magari faccio un tiro in meno perchè non è la serata, o la partita richiede altro, la situazione non è quella giusta ed allora faccio un passaggio in più per aiutare le mie compagne e vado a rimbalzo, difendo in un certo modo. Ecco questo chiedo e questo sto vedendo sempre di più".

Alcune statistiche rendono il quadro di una squadra di altissima classifica: il quarto attacco, siete la terza squadra per rimbalzi e la seconda per assist. Che vuol dire?

"Rimbalzi, specie quelli offensivi, e gli assist hanno molto a che fare con la condivisione. Andare a rimbalzo con la convinzione di poterlo prendere ed aiutare la squadra con un altro possesso, passarsi la palla per favorire un buon tiro. Tutto questo ci aiuta a trovare dei vantaggi in campo e dobbiamo essere brave a perseguire questa strada.Non abbiamo una giocatrice di talento così elevato che possa farci vincere da sola una partita ma abbiamo tante giocatrici molto brave che stanno imparando a giocare insieme".

Due americane molto brave, altre due straniere che si stanno inserendo ed un gruppo di giocatrici italiane di buon livello, è questo di cui parla?

"Assolutamente. Ustby e Puisis hanno avuto immediatamente l'atteggiamento e la mentalità giuste: hanno grandi qualità ma sanno come metterle al servizio della squadra. Ustby è una giocatrice che fa tante cose e segna tanto, Puisis ha un'intelligenza tattica di prim'ordine e non si intestardisce se certe cose non le vengono, fa altro per la squadra. Le abbiamo cercate in estate e sono stato subito convinto che erano le persone giuste per noi. A Verlasovic-Brcanovic ho chiesto di essere la nostra leader anche perchè ha già fatto esperienza in Italia e dopo un periodo di adattamento si sta calando sempre meglio nel ruolo; Bura è importante per il  nostro modo di giocare perchè ci permette di fare diverse scelte e trovare soluzioni diverse. Scelte ponderate che per adesso stanno dando i risultati che vogliamo. Il nostro capitano, Coser, si sta convincendo di essere una giocatrice che può stare in A1 ed anche per questo l'abbiamo fortemente voluta ancora con noi; Lucantoni e Caloro sono fondamentali con la loro duttilità e tenacia avendo caratteristiche diverse complementari; Moroni dopo qualche anno difficile ha una gran voglia di riscatto; Espedale che ha grinta e senso del canestro. Più tutte le altre che ci fanno fare allenamenti di qualità e ci fanno crescere ogni gorno Un bel gruppo davvero".

Da esordiente in A1, cosa  l'ha colpita di più?

"Più che essere colpito, mi sono sentito molto emozionato alla prima di campionato. Arrivare qui e giocare la prima con Schio è stato davvero emozionante. Il mio sogno nel cassetto? Avere un ruolo nella Nazionale. Ma ora sono concentrato su Roseto e sulle cose che dobbiamo ancora fare".