A2 Femminile - La vita di uno studente-atleta: la testimonianza di Giorgia Amatori

08.03.2021 20:58 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
A2 Femminile - La vita di uno studente-atleta: la testimonianza di Giorgia Amatori

Il quotidiano ‘duplice sforzo’ di una giovane promessa del basket tra scuola ed allenamenti. Un racconto di cuore di chi, con tenacia e passione, riesce ad ottenere risultati di spessore sul parquet ma anche tra i banchi. Un fulgido esempio è quella di Giorgia Amatori che, nelle scorse ore, ha raccontato la sua esperienza di studentessa del liceo scientifico, di convittrice al ‘Mario Pagano’ e di giocatrice del roster della massima serie nel roster La Molisana Magnolia Campobasso.
Lo ha fatto con uno scritto di proprio pugno pubblicato dal portale web quotidianodelmolise.com.

“Sono Giorgia Amatori, una studentessa di 17 anni. Fin qui nulla di strano, se non che oltre ad essere una studentessa al quarto anno di un liceo scientifico – scrive –  sono anche un’atleta di ‘alto livello’, in quanto gioco con La Molisana Magnolia Campobasso che milita nella massima serie italiana (A1) del campionato femminile di pallacanestro”.
Poi, dopo aver ripercorso la sua storia (“Ho iniziato a giocare a basket quando avevo circa 5 anni, perché seguivo sempre gli allenamenti di mio fratello e di mio padre, dopo aver provato per circa una settimana la pallavolo, che piaceva tanto a mia madre e a mia sorella”), Amatori racconta come questa sua passione sia divenuta (quasi) una professione.
“Quando avevo 13 anni, fui chiamata da una delle società più blasonate d’Italia e ciò mi fece cominciare seriamente a pensare al basket come un qualcosa da fare da grande, come un ‘lavoro’ da affiancare agli studi che per me sono alla base di tutto, e non più come qualcosa di impossibile da raggiungere. E così a 14 anni mi sono trasferita per un breve periodo a Roma e a 16 a Campobasso, città nella quale attualmente vivo”.
Un accenno c’è anche sulle implicazioni personali della sua scelta e su quanto Campobasso le stia dando anche oltre il basket. “All’inizio – ricorda – lasciare la mia famiglia e i miei amici non è stato semplice, ma qui ho trovato persone che sono riuscite a farmi sentire sempre a casa soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Vivo nel Convitto Mario Pagano e condivido la camera con le mie compagne di squadra, ciò che ci accomuna oltre allo sport, è il fatto di vivere lontane da casa quindi cerchiamo di farci forza vicendevolmente ogni giorno”.
Poi Amatori analizza la sua esistenza divisa tra banchi e basket. “È una routine abbastanza ‘pesante’, ma fa parte del percorso che ho scelto di fare. Sono quattro anni che trascorro la maggior parte del mio pomeriggio in palestra, e studiare o svolgere i compiti inizialmente era un ‘problema’, perché non avevo il giusto tempo e quindi dovevo ricorrere alle giustifiche. Alcuni docenti non accettavano e non accettano che dopo la scuola ci possa essere un’attività extra e, piuttosto che apprezzare il quotidiano impegno di noi atleti, ci penalizzano. Era diventata una abitudine sentire ad ogni colloquio che dovevo diminuire le ore di allenamento, nonostante i miei voti fossero alti. Conciliare scuola e sport non è affatto semplice, infatti sono molti gli sportivi che hanno abbandonato e abbandonano gli studi. Da qualche anno il Coni e il Miur hanno messo a disposizione per gli studenti-atleti di alto livello un progetto che valorizza gli studenti che praticano uno sport a livello agonistico, permettendo loro di organizzare il proprio percorso scolastico con i professori e di recuperare le lezioni perse a causa di assenze legate allo sport. Personalmente credo che questo sia un progetto che aiuti noi studenti atleti a portare a termine il percorso formativo.Dal punto di vista scolastico, mi ritengo una ragazza fortunata, la mia scuola ha aderito a questo progetto e i docenti cercano in tutti i modi di venirmi incontro per far sì che possa stare al passo dei miei compagni. La vita di uno studente atleta è fatta di organizzazione perché bisogna essere in grado di organizzare il proprio programma scolastico secondo gli impegni sportivi, ma soprattutto è fatta di sacrifici: non uscire la sera, non vedere la propria famiglia e gli amici per qualche mese, studiare fino a tarda serata. Questi sono sacrifici che un giorno, spero, mi ripagheranno”.

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