Perché si fermerà la corsa di Siena e Petrucci non incontrerà Macchi

19.03.2019 09:20 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
Perché si fermerà la corsa di Siena e Petrucci non incontrerà Macchi

In una intervista a Siena TV il presidente della Mens Sana Massimo Macchi aveva ieri dichiarato di aver chiesto un incontro al presidente federale Gianni Petrucci. Per dire cosa, però, non ha spiegato, farfugliando su un qualcosa che il basket dovrebbe alla città di Siena. Il presidente FIP ci risulta che abbia giustamente rifiutato. D'altra parte, dopo la magra figura dell'ex direttore generale Filippo Macchi che una decina di giorni fa avrebbe dichiarato al presidente di Legapallacanestro Pietro Basciano di aver provveduto a pagare la rata FIP poi corrisposta dopo una settimana dai soci di minoranza, chi può ancora dare un minimo di credito a siffatta proprietà?

Intanto si corre velocemente verso l'esclusione dal campionato. Non aver recuperato alcun senior tra quelli rimasti nell'organico e aver schierato una formazione di under contro Biella sotto gli occhi vigili di un ispettore federale domenica scorsa ha fatto scattare la violazione della regola dello schierare la miglior formazione possibile. E poiché non è giusto, nei confronti delle altre squadre iscritte al campionato, che domenica prossima si riveda un'altra pantomima in casa della Virtus Roma, potrebbe già arrivare oggi l'esclusione della Mens Sana Basket 1871 dal campionato. Rimarranno così soltanto i debiti a far compagnia a Macchi, Siena Sport Network, Consorzio Basket e Sport a Siena, Associazione Io tifo Mens Sana, Polisportiva Mens Sana.

Finisce così ingloriosamente un altro capitolo della storia del club, che si potrà riscrivere a un campionato a libera partecipazione e ricominciare dal basso e portare a termine la stagione delle giovanili. Un capitolo che mostra ancora una volta, in una fotocopia della storia della banca MPS, i meriti e i limiti di un sistema di relazioni, che nel suo piccolo è uno spaccato perfetto di relazioni all'italiana. Il tradizionale consociativismo contradaiolo è stato il substrato su cui dei tifosi hanno organizzato il salvataggio della società nel febbraio 2016; purtroppo con la riorganizzazione è stato dato spazio a una serie di figure di assoluta incompetenza nello specifico ruolo - di cui non rifacciamo i nomi, che nel momento del dolore nessuno si prende le proprie responsabilità e magari sono pronti alla querela facile - che poi hanno cooptato i Macchi ritenendo ingenuamente di poterli manovrare utilizzando i soldi che gli stessi non hanno.

Basta leggere nei dati di abbonamenti e presenze di pubblico il grafico a capo di sotto, che progressivamente grazie anche a iniziative e comunicazione di pessima fattura ha allontanato perfino lo zoccolo duro di pubblico che da queste parti è sempre stato consistente per quanto ormai minato dall'età che avanza per molti e dalla mancanza di una platea giovane di ricambio. Errori di marketing in serie nati dalla convinzione che per il fatto di chiamarsi Mens Sana tutti dovessero correre a portare i soldini in cambio di nulla... no, solo di far fare loro bella figura senza metterci un euro, hanno completato la frittata.

Attendiamo con pacifica sopportazione le decisioni che giustamente dovrà prendere il giudice sportivo. Ogni margine di salvezza e ogni deadline sono state bellamente ignorate da chi doveva prendere delle decisioni. Dove sono i buchi del bilancio ormai non interessa più a nessuno, forse nemmeno a quel commercialista chiamato dal sindaco a fare cosa, non lo abbiamo ancora capito: forse qualcuno non si rendeva conto del precipitare degli eventi, se pensava di aver tempo per una due diligence. Ci piace pensare a questa vicenda immaginando i due Macchi come Thelma e Louise che volano nel vuoto con l'automobile. Dietro loro, sull'orlo del burrone tutti i gestori del potere mensanino dal 2014 a oggi. E noi, con la Brigata e i tifosi e le persone che hanno amato questo club anche da lontano, seduti in platea in prima fila. Solo che in questo schianto non c'è nulla di tragicamente eroico.