Tanking, ricavi, premialità: il contributo della NBPA a cambiare le regole
La NBA sta valutando nuove strategie per contrastare il fenomeno del tanking, ma parallelamente anche il sindacato giocatori sta portando avanti le proprie proposte. L’idea alla base è semplice: rendere la sconfitta volontaria un’opzione molto meno conveniente, sia dal punto di vista sportivo sia da quello economico. Mentre la lega ha già presentato ai proprietari tre possibili modifiche per ridurre il vantaggio delle squadre con i peggiori record, la NBPA ritiene che questi interventi non siano sufficienti.
Secondo quanto riportato da Jake Fischer e Marc Stein, il sindacato spinge per una revisione ancora più profonda del sistema di lottery, con una distribuzione delle probabilità molto più uniforme tra le squadre in fondo alla classifica. Nella proposta della NBPA, le dieci peggiori franchigie avrebbero tutte la stessa possibilità di ottenere la prima scelta (7%), mentre quelle dal 11° al 18° posto avrebbero un identico 3,75%. L’obiettivo è ridurre ulteriormente il legame tra un record disastroso e la possibilità di ottenere un talento generazionale. Il sindacato, inoltre, vorrebbe che la lega potesse punire in modo più severo le squadre colte a perdere intenzionalmente: tra le ipotesi ci sono multe milionarie, arretramenti nell’ordine di scelta o una riduzione delle probabilità di ottenere la pick #1.
La NBPA propone anche un’idea più radicale: avvicinare il modello NBA a quello della Premier League, collegando la redistribuzione dei ricavi al rendimento in stagione regolare. Più una squadra vince, maggiore sarebbe la sua quota. Un modo per premiare chi compete e scoraggiare chi rinuncia. Qui però si andrebbe a toccare un sistema di equilibri costruito in tanti anni, viste le forti differenze che esistono tra le franchigie con mercati più grandi e altre con i cosiddetti "small market": sarà dura avere l'approvazione degli Owners.
Parallelamente, il sindacato sta lavorando per modificare la regola delle 65 partite necessarie per essere eleggibili ai premi individuali. Come riportato da Mike Vorkunov di The Athletic, la NBPA vuole introdurre eccezioni legate agli infortuni significativi e rivedere i criteri di partecipazione, con l’intenzione di presentare una proposta formale alla lega nelle prossime settimane. La questione è diventata urgente anche per casi come quello di Cade Cunningham, autore di una stagione da All‑NBA ma fermo a 60 presenze sopra i 20 minuti e attualmente relegato in infermeria.
Adam Silver, però, ha difeso la norma, sostenendo che stia funzionando come previsto e che ogni regola, per quanto equa, genererà sempre situazioni limite. Il commissioner ha sottolineato come la riduzione del load management sia un segnale positivo e che eventuali sensazioni di ingiustizia non siano sufficienti per dichiarare fallito il sistema. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che la lega dovrà essere più stringente nell'affrontare anche il tema del tanking, un problema che continua a ripresentarsi con forme diverse.