Il Comune di Trieste mette a bando la gestione del PalaRubini
“Pallacanestro Trieste non ha presentato alcuna proposta per la futura gestione del palazzetto, nonostante ciò costituisse anche uno specifico obbligo previsto dagli accordi in essere”. Lo scrive l'amministrazione comunale giuliana in una nota diffusa oggi. Che Paul Matiasic veda nel suo futuro soltanto la Città Eterna era chiaro da tempo, ma delle dichiarazioni di garantirne uno al basket cittadino di alto livello con questa rinuncia sembra che abbia fatto tabula rasa. Secondo quanto affermato dal Comune, gli incontri promossi con la proprietà della società sportiva non avrebbero permesso di chiarire le intenzioni sul futuro della gestione del palazzetto né sulla partecipazione della squadra ai prossimi campionati nazionali. Alla Pallacanestro Trieste non verranno erogati 342.000 euro a lei destinati per non aver ottemperato agli obblighi contrattuali sopra citati. Tuttavia dal 26 giugno c'è da garantire l'apertura e la funzionalità del PalaRubini di fronte a richiesta di Legabasket e FIP per ottenere l'iscrizione al campionato. E per questo motivo si apre un bando “a prescindere dalle decisioni che assumerà l’attuale proprietà della Pallacanestro Trieste”.
PalaRubini: investimento di due milioni per migliorie. La somma dei 342.000 verrà integralmente destinata al “miglioramento e alla manutenzione straordinaria del PalaRubini, andando ad incrementare i fondi già oggi disponibili per interventi sull’impianto”. Andranno aggiunti 900 mila euro già stanziati dal Comune, più ulteriori 250 mila euro “già previsti per la realizzazione delle nuove scale di emergenza”, e ancora, 395 mila euro finanziati “congiuntamente da Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione CRTrieste per gli interventi di relamping del palazzetto”.
Chi lo vuole dovrà pagare l'affitto. “L’Agenzia delle entrate ha stimato ufficialmente il valore concessorio dell’impianto" prosegue la nota "e la valutazione effettuata ha determinato un canone annuo di concessione pari a 152.414 euro più Iva in caso di partecipazione al campionato di Serie A e pari a 106.690 euro più Iva in caso di Serie A2”. Cifre che “non sono derogabili”, in quanto “qualsiasi eventuale concessione dell’impianto a condizioni economiche inferiori rispetto a quelle determinate esporrebbe infatti il Comune e i suoi amministratori a possibili profili di danno erariale”.