Con Murray di fuoco e Jokic in tripla doppia i Nuggets passano a Salt Lake City
La corsa finale di Denver dopo l'All Star Game assume sempre più i contorni di una squadra lanciata, perché sul parquet di Salt Lake City arriva la settima vittoria consecutiva, costruita con la consueta solidità di Nikola Jokic e con una serata irreale al tiro di Jamal Murray, protagonista assoluto dall’arco (10/16, 37 punti). Il lungo serbo aggiunge un’altra tripla doppia alla sua collezione, con 15 punti, 17 rimbalzi e 12assist distribuiti con la naturalezza di chi detta i tempi a ogni possesso per tenere sempre i Nuggets davanti nel punteggio.
Attorno al duo di riferimento, Denver trova contributi diffusi, con altri quattro giocatori oltre la doppia cifra che danno profondità alla rotazione e rendono ancora più complicato il lavoro di un Jazz costretto a presentarsi con soli otto elementi utilizzabili. Utah si aggrappa ai 28 punti di Brice Sensabaugh e alla doppia doppia di Kyle Filipowski, che chiude con 25 punti e 12 rimbalzi, ma paga caro un primo tempo in cui non riesce mai a mettere il naso avanti, chiudendo già il primo quarto sotto di undici lunghezze dopo il canestro da metà campo di Murray sulla sirena, con tanto di passi non sanzionati, e arrivando all’intervallo sul 68-54 per Denver.
La ripresa però non è una semplice passerella per i campioni in carica, perché i Jazz trovano nuova linfa grazie al risveglio offensivo di Ace Bailey, che accende il pubblico e ridà ritmo ai compagni. Su un contatto non fischiato proprio su Bailey, seguito dall’ennesima tripla in transizione di Murray, la frustrazione di Will Hardy esplode in una protesta che gli costa un fallo tecnico, episodio che sintetizza bene la tensione di una frazione chiusa con Utah tornata a tre soli possessi di distanza sul 97-90. L’inizio dell’ultimo quarto vede Jokic seduto in panchina e offre ai Jazz l’occasione teorica per completare la rimonta, ma Denver sfrutta al meglio ogni spazio concesso, punendo ancora una volta la copertura imperfetta del pick and roll con un’altra tripla di Murray e trovando poi la transizione di Bruce Brown per il 112-99 che rimette un cuscinetto rassicurante tra le due squadre. Filipowski continua a incidere vicino al ferro e guida un parziale di 9-0 che riporta i Jazz sotto la doppia cifra di svantaggio, ma lo sprint finale si ferma lì, perché a meno di tre minuti dalla sirena Murray piazza l’ennesima conclusione pesante dall’arco, ristabilisce quindici punti di margine e spegne definitivamente le speranze di Utah.