Derby a Milano per la NBA: Oaktree (con l'Olimpia) e RedBird (con Varese?)
L'Olimpia Milano si trova al centro in un momento decisivo di una possibile rivoluzione del basket continentale, mantenendo per il momento una posizione di vigile attesa. Da un lato c'è il solido e convinto legame con l'Eurolega, recentemente rinnovato fino al 2036 e blindato da una pesante penale da 10 milioni di euro in caso di uscita. Dall'altro, è innegabile l'interesse verso le opportunità offerte dal progetto NBA Europe. E ovviamente l'opzione di una collaborazione tra le due entità all'orizzonte. Ma forte di un bacino d'utenza vastissimo, di una solidità economica invidiabile e di un blasone storico certificato da 3 Coppe dei Campioni in bacheca, il club meneghino ha temporaneamente fatto di necessità virtù: ha scelto di non presentare offerte immediate per mantenere una linea comune con gli altri club di Eurolega, confidando in un futuro accordo tra l'organizzazione europea e la lega americana.
Il bivio dei fondi: c'è RedBird, avanza Oaktree
Sullo sfondo di queste manovre internazionali, si gioca una partita altrettanto cruciale per gli assetti societari, dove spicca il confronto tra due colossi finanziari. L'approccio di RedBird, guidato da Gerry Cardinale, si è rivelato un insuccesso fugace: la proposta di lasciare solo una piccola fetta al Gruppo Armani pur di prendere il controllo del basket milanese è stata irricevibile per un'entità che gestisce l'Olimpia da novant'anni. La proprietà del Milan si è rivolta alla Pallacanestro Varese con cui ha presentato una proposta congiunta. Al contrario, la strategia di Oaktree risulta decisamente più vincente al fianco di Olimpia. Il fondo ha proposto un ingresso morbido tramite l'acquisizione di una quota di minoranza, una mossa rispettosa delle dinamiche interne e perfettamente allineata con le tempistiche di successione delineate nel testamento di Giorgio Armani per l'apertura a nuovi soci.
Capitali freschi e continuità gestionale
L'eventuale ingresso di Oaktree rappresenta la formula ideale per le ambizioni dell'Olimpia. Essendo la diciassettesima azienda del Gruppo Armani, il club gode di stabilità ma deve sottostare a vincoli di budget che, per quanto invidiati in Italia, non risultano sufficientemente elastici per dominare in Europa. I capitali del fondo permetterebbero di ampliare le risorse a disposizione del progetto sportivo senza stravolgere l'organigramma. Oaktree, infatti, ha già dimostrato con l'Inter di prediligere la strada della continuità gestionale, evitando di interferire in modo ossessivo nelle questioni puramente sportive e lasciando immutata la catena di comando del club.
Una mossa strategica per qualsiasi scenario futuro
Sebbene non si possa ancora parlare di un accordo definitivo, il reciproco apprezzamento sta tracciando binari chiari e vantaggiosi per entrambe le parti. Per Oaktree, significa mettere un piede in un mercato, quello del basket europeo, considerato ad altissimo potenziale di crescita, posizionandosi in prima fila sia che il futuro si chiami NBA Europe, sia che resti sotto l'egida dell'Eurolega. Per l'Olimpia Milano, questa alleanza garantisce una doppia rete di sicurezza: permetterebbe di rimanere protagonista nell'Eurolega in caso di accordo globale, ma fornirebbe anche le spalle larghe necessarie per rientrare nei piani della NBA qualora quest'ultima decidesse di procedere per la propria strada in solitaria.