La bordata di Andrea Bargnani a Gravina dopo l'uscita dell'Italia dai Mondiali di calcio

01.04.2026 13:10 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
La bordata di Andrea Bargnani a Gravina dopo l'uscita dell'Italia dai Mondiali di calcio
© foto di Lodolo / Ciamillo

Bordata (condivisibile) di Andrea Bargnani - oggi Executive Advisor della LegaBasket Serie A - in merito alle parole pronunciate ieri dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, che dopo l'eliminazione della Nazionale di calcio dai Mondiali, ha sottolineato come "il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici". Bargnani all'attacco dice: "La massima espressione di questo "professionismo" ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l'esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l'esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo?". La considerazione va oltre il risultato sportivo sul quale non si pronunciare, perché "lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch'io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un "tritacarne"."

Bargnani è stato per tanti anni nella NBA, "la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul Globo". E aggiunge: "Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno. Una regola non scritta dello sport, una delle più basilari, dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio. Lo misuri dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Quindi, su questo tema, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2.000 euro alle Fiamme Oro con l'atletica leggera non cambia il livello di professionismo. Anzi, per esperienza diretta, conoscendo tutti i colleghi dei vari sport, chi fa atletica leggera o sci nella maggior parte dei casi si allena molte più ore di una star NBA (ma molte molte), e questo è un fatto".

Il "Mago" conclude: "A livello normativo e legislativo ci sono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, certo, ma sono anche figlie di strategie e/o politiche...ed è tutto un altro discorso. Per inciso: la nostra nazionale di pallavolo, campione del mondo in carica sia maschile che femminile, non sarebbe "professionistica" secondo questa logica. Chiamarli dilettanti richiede un """coraggio""" che non ho. Il problema non è il risultato di ieri sera. Il problema in alcuni casi è chi guida i nostri sport, e con quale spessore/know-how".