Zion Williamson e il bivio dei Pelicans: tra rinascita fisica e voci di mercato NBA
La stagione NBA dei New Orleans Pelicans è stata caratterizzata dalla ritrovata e costante tenuta fisica di Zion Williamson. Contro ogni pronostico e sfatando la sua reputazione, la stella ha disputato 59 delle 76 partite giocate finora dalla squadra, registrando anche una striscia record in carriera di 35 gare consecutive. Eppure, il suo futuro in Louisiana sembra sempre più in bilico a causa delle controverse scelte del front office (guidato da Joe Dumars e Troy Weaver), che ha sacrificato una scelta al draft 2026 per affiancargli Derik Queen, rivelatosi un disastro a livello di convivenza tecnica in campo. Per ovviare al problema, l'allenatore ad interim James Borrego ha dovuto separare la coppia e ripensare il ruolo del numero 1: "Abbiamo usato Zion in più azioni lontano dalla palla rispetto a quanto non abbia mai fatto prima", ha spiegato il coach. "Abbiamo cercato di muoverlo un po' per rendere più difficile alle difese concentrarsi su di lui". Questa mossa ha stabilizzato la squadra, ma le scelte pregresse della dirigenza lasciano presagire che la stella, presto eleggibile per l'estensione, possa finire sul mercato.
Di fronte alle crescenti speculazioni su una sua imminente partenza, il talento ex Duke è perfettamente consapevole delle dinamiche del mercato NBA e affronta il tema con estrema lucidità. "New Orleans è casa per me. È dove voglio essere", ha dichiarato Williamson parlando delle voci di trade. "Ma alla fine della giornata, se vogliamo essere realistici, la NBA è un business. Potrei essere scambiato in off-season, o potrei essere scambiato prima della trade deadline [della prossima stagione]". Sottolineando il suo legame con la città, ha poi precisato: "Non che io voglia che accada. Ma questo è semplicemente il realismo della situazione". Nonostante il clima di incertezza, il fuoriclasse rimane concentrato sul presente dei Pelicans e sul lavoro da svolgere: "In questo momento si tratta solo di identità personale. Sappiamo cosa vogliamo fare e come vogliamo crescere entrando in off-season e verso la prossima stagione. Sento che stiamo facendo un passo nella giusta direzione perché al momento possiamo controllare solo ciò che possiamo controllare".
Qualora si arrivasse a una cessione, quale sarebbe l'effettivo valore di Zion per le altre franchigie? Le opinioni tra i dirigenti della lega sono fortemente polarizzate. Da un lato, ammirano l'ala inarrestabile. Mike Brown, capo allenatore dei New York Knicks, ha speso parole al miele: "È su un altro livello per quanto riguarda le sue penetrazioni. Serve che tutti e cinque i ragazzi siano nella posizione giusta per cercare di rendergli la vita difficile, e potresti comunque non essere in grado di farlo. È così potente, atletico, forte". Un parere confermato da un dirigente avversario, che ha ammesso come "Alcune delle sue partenze verso il ferro sono immarcabili". Dall'altro lato, pesano i storici limiti difensivi, i cali nelle statistiche di usage e assist, ma soprattutto un oneroso contratto da oltre 42 milioni di dollari garantiti. Nell'era del nuovo contratto collettivo, questi fattori spaventano: "In questo momento è un All-Star di confine che guadagna un sacco di soldi", ha sentenziato un dirigente della Western Conference. "Questo è il tipo di giocatore che molte squadre ora stanno evitando".
Per scacciare definitivamente lo scetticismo, Williamson sa che la chiave è dimostrare che questa stagione non è un caso isolato, ma il frutto di una mentalità rivoluzionata. "Sento di aver mostrato abbastanza quest'anno per poter dire: 'Ecco come andranno le cose'", ha affermato con orgoglio. "Anche quando ho avuto un infortunio, era previsto che saltassi dalle quattro alle sei settimane, e invece ero tornato in due e poi ho fatto una lunga striscia di partite consecutive". Il merito di questa continuità risiede in un approccio completamente nuovo alla prevenzione, studiato con un nuovo preparatore: "Prima facevo terapie e cose basilari come il tempo sul lettino. Ma ora sono cose come camere iperbariche e camere a luce rossa". I risultati di questa dedizione sono evidenti a tutto l'ambiente Pelicans. Il compagno Trey Murphy ha notato il cambiamento: "Sta prendendo la gestione del suo corpo più seriamente che mai". Una maturazione confermata in pieno anche dalle parole conclusive di coach Borrego: "Non abbiamo nemmeno dovuto fare una singola conversazione in cui devo andare a chiedergli se c'è. È completamente coinvolto".