Celtics, Joe Mazzulla: "Quello di Allenatore dell'Anno è un premio stupido"
Nonostante a inizio stagione molti prevedessero un anno di transizione in vista del 2025/26, i Celtics hanno centrato i playoff già a marzo, superando di nuovo quota 50 vittorie. Un risultato notevole, considerando l’assenza prolungata di Jayson Tatum e i profondi cambiamenti del roster rispetto all’annata precedente. Joe Mazzulla può legittimamente sorridere: pur con concorrenti credibili come JB Bickerstaff, Mitch Johnson, Jordan Ott o Charles Lee, il tecnico di Boston è tra i principali candidati al premio di Allenatore dell’Anno 2026.
Lui, però, continua a respingere l’argomento, definendo il riconoscimento poco significativo e ribadendo che il merito appartiene ai giocatori e allo staff che lo affianca: "Non ne ho bisogno. Penso sia una ricompensa stupida. Non dovrebbe nemmeno esistere. La cosa più importante sono i giocatori e il lavoro svolto da tutto il mio staff. È così semplice. Quindi non voglio davvero che ne parlino di nuovo o che mi mettano in discussione. È piuttosto sciocco. Sono i giocatori a giocare, quindi dipende tutto da loro. Il mio staff lavora molto e sono grata di avere tutti con me."
A sostenerlo ci pensano altri allenatori. Quin Snyder, affrontato due volte negli ultimi giorni, ha sottolineato come Mazzulla abbia saputo reinventare la squadra dopo il cambio di roster e la perdita di un leader come Tatum. Ha evidenziato la capacità dei Celtics di mantenere un’identità chiara su entrambi i lati del campo, proteggendo l’area con aggressività e trovando soluzioni offensive che valorizzano Pritchard, Brown e gli altri giocatori responsabilizzati. Per Snyder, il vero successo di Mazzulla è aver costruito un sistema che esalta le caratteristiche del gruppo, motivo per cui il suo lavoro merita grande considerazione.