La squadra di casa sistema il problema delle palle perse e inizia a giocare con grande pulizia il terzo quarto con una serie perfetta al tiro che spezza il ritmo dei Raptors improvvisamente in ritardo su tutte le rotazioni. Le continue incursioni senza palla creano corridoi che Detroit sfrutta con lucidità, la partita cambia volto, le triple di Duncan Robinson contribuiscono a un parziale pesante che vede il divario allargarsi (100-81). Nel quarto finale i Raptors provano comunque a salvare l’orgoglio con i minuti produttivi di A.J. Lawson e Sandro Mamukelashvili, che riducono lo scarto e tengono viva l’intensità fino alla sirena, ma il solco scavato in precedenza resta troppo ampio per riaprire davvero i giochi e la vittoria di Detroit per 127-116 conferma la leadership nella Eastern e certifica la vittoria del titolo della Central Division.
Boxscore: 31 Duren, 21 Jenkins, 19 Robinson, 12 Harris e LeVert, 10 Reed per i Pistons; 24 Barrett, 22 Ingram, 16 Mamukelashvili, 14 Murray-Boyles, 13 Poeltl e Lawson, 6p+12as Shead, 5p+12as Barnes per i Raptors.
Jalen Duren e Detroit domano Toronto e blindano la Central
Il modo in cui Detroit si presenta sul parquet dopo la beffa subita a Oklahoma City racconta molto della crescita di questo gruppo, perché la risposta emotiva arriva immediata e si vede già dai primi possessi, con Jalen Duren che impone la propria presenza nel pitturato e firma praticamente da solo l’avvio dei suoi mentre Toronto fatica persino a trovare il ferro. Invece di crollare prematuramente i Raptors scelgono di restare aggrappati alla partita con l’unica arma che funziona davvero, cioè l’aggressività, trasformando ogni rimbalzo conteso in una piccola battaglia. R.J. Barrett diventa il riferimento principale per il punteggio, mentre l’energia di Collin Murray-Boyles a rimbalzo offensivo fotografa bene la mentalità dei canadesi, capaci di strappare più possessi nella stessa azione pur di restare a contatto (26-20).
Nonostante la supremazia di Duren vicino al ferro, Toronto riesce comunque a reggere fisicamente nel traffico e a compensare con la difesa, forzando diverse palle perse nel primo tempo che diventano punti facili in campo aperto, così il margine resta contenuto e solo la mano calda di Daniss Jenkins dall’arco consente a Detroit di andare all’intervallo con un piccolo ma prezioso vantaggio (59-54).