L’intervallo ridà ossigeno ai Suns, che rientrano dagli spogliatoi con un atteggiamento completamente diverso e, possesso dopo possesso, rimettono in discussione tutto grazie alla continuità realizzativa di Booker e alle triple pesanti di Royce O’Neale, mentre Orlando si complica la vita con una quantità impressionante di palloni buttati via che alimentano il contropiede ospite fino alla parità 94–94. Da lì in avanti la gara diventa una lunga sequenza di sorpassi e controsorpassi, con un money-time in cui il contatto fisico è costante, i falli si accumulano per molti protagonisti. Il trio Jalen Suggs–Desmond Bane–Paolo Banchero, ferma l'avanzata avversaria, tiene botta e porta il sigillo definitivo con Bane, che a 6.7 secondi dalla sirena trova un piccolo runner dal mid-range che allarga il divario a due possessi e chiude col definitivo 115-111.
Boxscore: Orlando - Phoenix 115-111.
Orlando Magic alla riscossa, piegata Phoenix nel finale
Dopo la figuraccia rimediata a Toronto, Orlando aveva bisogno di una risposta immediata davanti al proprio pubblico e la sfida contro Phoenix, arrivata in Florida in back-to-back, diventa subito il banco di prova. L’energia iniziale è travolgente, con Jalen Suggs che incendia il parquet su entrambe le metà campo e Paolo Banchero che si muove come un faro costante, aprendo il campo, attaccando il ferro e costringendo i Suns a rincorrere fin dalle prime battute. I Suns faticano a leggere l’aggressività dei floridiani e si aggrappano alla panchina per non sprofondare del tutto, mentre l’attacco di Orlando alterna folate in transizione e possessi più ragionati per tenere il margine in doppia cifra (28-21).
Phoenix prova a rientrare approfittando di qualche passaggio a vuoto offensivo dei Magic, ma le giocate di Suggs, Jamal Cain, Wendell Carter Jr. e del giovane Jett Howard, che puniscono le esitazioni difensive avversarie, mantengono il controllo del ritmo nonostante le fiammate a intermittenza dei compagni di Devin Booker (70-56).