Fabio Facchini, il Francesco Baracca del fischietto all'ultimo raid europeo

19.08.2011 00:29 di Enrico Campana   Vedi letture
Fabio Facchini, il Francesco Baracca del fischietto all'ultimo raid europeo

Interviste Speciali, di Enrico Campana

Fabio Facchini? Un arbitro che si è fatto aquila, o viceversa. L'arbitro che tutti vorrebbero avere, il cui nome non si troverà mai sulle intercettazioni, il garantista senza superbia. Eccolo tagliare il traguardo dei 50 anni, 18 di  carriera  e le 1000 presenze agli europei. Un superfischietto da lustro  a un movimento quanto un giocatore della NBA. Facchini da Massalombarda  è uno spot per chi vuole comprendere  quanto possa essere alto  rispetto di cui può godere un arbitro, il suo valore sportivo, sociale e civile. Un giovane, magari anche una ragazza decisi a intraprendere questa carriera hanno di fronte il modello giusto, virtuoso non fa rima con pomposo. Dico sempre, felice che un arbitraggio possa essere un frame per una bella gara, che Facchini lui è di nome, molti altri colleghi lo sono…di fatto.
- Facchini,  arriva agli  europei  avendo tagliato il traguardo record di 1000 partite, è giusto?
“Gare internazionali 495, in Serie A 671”
- Come ci arriva?
“Ipercarico!”
- A chi pensa, a cosa pensa?
“A chi ha creduto in me – che non è ancora finita!”
- Il messaggio che passa da questa sua carriera eccezionale?
“DEDIZIONE – UMILTA’ – RISPETTO – DIVERTIMENTO”
- Per questo traguardo ha fatto dei sacrifici, e li ha chiesti anche alla famiglia?
“Ogni giorno no, ma li hanno dovuti subire”
- E' vero che dalle parti di Lugo di Romagna lei è ormai popolare quanto Francesco Baracca, anzi lei è  il Baracca del fischietto?
“Baracca è irraggiungibile. No, sono uno dei tanti”
- La popolarità l’ ha aiutata nel mondo del lavoro?
“Poco”
- Chiude  la carriera internazionale sognando di essere nella terna della finale degli Europei, Italia permettendo?
“No. Il sogno era di poter chiudere al top, ringrazio chi mi ha dato questa opportunità”
- In Italia però continuerà?
“Deciderò al mio rientro da Kaunas”
- Lei è  solito portare un regalino simbolico agli amici nei grandi appuntamenti, e stavolta?
“E’ vero, per Eurobasket  si tratta di una maglietta celebrativa per i miei 18 anni di arbitro FIBA”
- E' vero che ci saranno i nomi di tutti quelli che hanno diretto con lei compresi  commissari?Ne consegnerà  una anche a  Meneghin per il Museo del basket?
“E’ un’idea. Nessun problema consegnarne una al nostro presidente”
- L’ ha aiutato anche la bravura di Gigi Lamonica, per stare a quel livello?. Nel senso che la rivalità sprona…
“Direi piuttosto che il livello raggiunto da me e Gigi, mi auguro, stia aiutando i tanti giovani che abbiamo dietro”
- Avere due fischietti di questa portata è come avere due giocatori della NBA?
“No, ma è la prova che con il lavoro di ogni giorno si può diventare buoni arbitri”
- La sua epigrafe sarà: ecco colui che fischiò i passi al Dream Team?
“Odio le epigrafi”
- Sinceramente all'inizio  sognava questa carriera?
“No, ma avevo  obbiettivi forti dentro  me”
- Ah, l'inizio… come dove e quando?
“Casualmente al campo del mio paese, il pallone tensostatico. Durante una gara amatori chiesero se tra il nostro gruppo c’erano due ragazzi che volevano arbitrare, era una domenica di ottobre 1976”
- La prima partita di Serie A?
“0/1/10/1989 Braga Cremona-Fantoni Udine”
- Un ricordo di quella gara o della giornata e il suo primo bilancio?
“Farò sorridere tutti..fischiai 2 falli tecnici al coach Cabrini e a un giovane Anchisi. Scherzi a parte,   questo mi da l’occasione  per ricordare  Adriano Pigozzi di Bologna. Arbitrava con me, persona educata e squisita, purtroppo  ci ha lasciati”
- La prima amarezza?
“L’unica, non essere stato accanto a mia sorella Franca quando mancò il 3 novembre 2002 alle ore 19.45. Mi convinse  ad arbitrare Benetton-Faber e quella gara finì, come da orario ufficiale sul referto, alle 19.45!!”
- Ha mai pensato a smettere, o avvertito in questi 18 anni  un punto critico e per quale ragione?
“Pensato mai, ma occorre essere consapevoli che il momento di dire stop arriverà”
- Può  descriversi come arbitro?
“Intransigente quanto basta. Con buon senso. Rispettoso. E se occorre…spiritoso”
- E come persona?
“Fondamentalmente mi reputo generoso, e spesso ci rimetto io. Metodico, educato, esigente, rispettoso di tutti.. Uno nato nel segno dell’Acquario!!!!”
- La differenza fra un arbitro e un grande arbitro?
“Non c’è il grande arbitro ma l’arbitro che si fa apprezzare ad ogni gara, anche se ha commesso errori decisivi”
- Perchè un arbitro a volte diventa “wanted”?
“Per la scarsa cultura sportiva degli addetti al lavoro”
- E' vero che a volte lei sembra un pò "carogna"?
“No, ma non accetto chi in campo cerca di vincere con l’inganno e non giocando lealmente”
- C'è qualche club, senza fare nomi che  non è il caso, che non l’ha voluta?
“Se esiste io non lo so…La domanda deve essere rivolta a chi mi ha designato in Italia e/o all’Estero”
- In Europa dicono che  non piace ai greci?
“In Europa? In Grecia dopo la semifinale di Saitama, nel mondiale 2006 contro gli USA che li ha visti vincitori mi reputano un Dio”
- Un giudizio critico che le  ha fatto male o  bene?
“La critica non fa male se fatta con cognizione di causa. Semmai fa male l’invidia dei …colleghi”
- C'è una critica matura per giudicare gli arbitri di basket?
“Presuntuosi…”
- In  Italia l'arbitro è ormai troppo personaggio?
“Non direi…Ma se lo diventasse non sarebbe male…”
- E' vero che l'arbitraggio del basket è il più difficile fra gli sport, e per quali ragioni?
“Non posso certificarlo in quanto tutti gli sport necessitano di arbitri e di specificità”
- Oggi i fischietti di A sono spaccati  in due, il solco è fra prudenza e impudenza?
“No, è tra la conoscenza di pochi, delle regole e del gioco, e non la conoscenza di molti….”
- Quante ore bisogna allenarsi e come allenarsi per stare al suo livello?
“Io vengo dall’atletica leggera, allenarmi non mi pesa: corsa aerobica ogni mattina, 30 minuti, palestra 2 giorni alla settimana, lavoro anaerobico a giorni alterni con esercizi addominali giornalieri . Ed  infine almeno 1 ora di video al giorno”
- La peggiore regola del basket che  pone  crucci ed errori, e quella più facile?
“Non ci sono regole facili, ma la capacità di applicarle ad ogni situazione con buon senso…La peggiore è  “Possesso Alternato”
- Quando si sbaglia, si chiede scusa a se stessi o si cerca di compensare?
“Non c’è il tempo di chiedere scusa a se stessi, si butta alle spalle l’errore. Nel mio caso mi concentro per non ripeterne altri”
- Quando arriva alla gara con dei problemi  extra- basket, come fa a lasciarli fuori?
“L’arbitraggio è una scuola di vita, ogni volta che ho avuto problemi, al tocco della palla sul salto a due,  tutto è dimenticato fino al termine  della gara”
- Il suo rapporto coi giocatori è stato di distacco o di contatto?
“Contatto”
- C'è qualcuno che una volta ha cercato di darle una mano mentre dirigeva, e come?
“Molti, se devo fare nomi dico Myers, Pozzecco, Danilovic”
- C’è invece qualcuno  che  ha cercato di approfittarne?
“Nessuno”
- Lei è  per l'arbitro” tolleranza zero”, o quello “garantista”?
“Sono per l’arbitro che svolga il suo compito sempre nel migliore dei modi adattandosi ad ogni gara”
- Sul campo si può essere buonisti?
“No”
- Gli arbitri non hanno miti, solo regole?
“Io ho alcuni colleghi come riferimento assieme alle regole”
- Alcuni  arbitri italiani tendono ormai con sfrontatezza   a questo  concetto ”il regolamento si applica, per gli amici si interpreta”?
“Non conosco colleghi con queste tendenze”
- Si ha l'impressione che i fischietti di A  siano diventati una casta, o che ci sia una casta.
“Falso. Prima c’erano regole rigide, con l’obbligo di seguirle alle lettera. Se  vogliamo, possiamo dimostrarlo: da 7 anni con Sky abbiamo aperto all’Istant Replay, abbiamo più spesso l’autorizzazione di parlare,  il nostro spogliatoio a fine gara è aperto. Ditemi voi se siamo una casta..”
- Fra le  attuali norme  riguardanti la  serie A, quale abolirebbe?. Faccio un esempio: il criterio geografico, i veti dei club, e così via?
“Tutti devono avere la possibilità di arbitrare tutti”
- Il triplo arbitraggio ha portato  vantaggi?
“Assolutamente sì”
- Paradossalmente è più facile arbitrare le grandi squadre e incontri di grande livello?
“Non per me. Le gare facili non esistono. In ogni gara può succedere qualcosa di inaspettato, e la nostra bravura è di essere pronti quando questo accade
- Un anno fa si era candidato a capo degli arbitri, cosa è successo?
“Sì, è vero, non è stata accettata la mia candidatura”
- Lo rifarebbe in futuro, e in quale circostanza?
“Il mio futuro è in Lituania”
- E' vero che in passato, ancor giovane è  stato presidente del CIA emiliano  lanciando ben 30 arbitri?
“E’ vero. Gli arbitri sono stati 27 dal 1998 al 2002. A parte 6 gli altri arbitrano tra A dilettanti e C”
- L'idea di reclutare fra i giocatori che non hanno futuro agevolando  l’accesso a questa carriera?
“Ci credo poco, anche la NBA ha provato con molti ma  solo 2 sono risultati idonei in quanto grandissimi: Wood e Workman”
- Perchè francesi e lituani lanciano arbitri ventenni e noi uno arriva in A come giovane che è già over 30?
“Sfatiamo questo ritornello. A differenza degli altri paesi europei noi ci troviamo con 2 campionati regionali e 4 nazionali più 2 professionistici per un totale di 8 tornei. Per le nostre regole un ragazzo ha la qualifica di arbitro a 18 anni. Prima è considerato mini-arbitro!!Se uno è un fenomeno arriva in serie A con 26 anni…Ma considerando i 3 anni che si devono fare in regione, siamo a 27. Ovviamente  siamo svantaggiati”
- Provi a lanciare uno slogan per una campagna di reclutamento fra i giovani?
“Vieni con noi a divertirti”
- Perchè le donne arbitro non hanno in Italia pari opportunità?
“ Inesatto, Antonella Frabetti è stata la prima ad arrivare in serie A nel 1989, altre sono arrivare in B, ecc. Da 2 anni c’è “Progetto Donna” creato da Luciano Tola e confermato da Zancanella. Vengono riunite 24 ragazze che  lavorano per 5 giorni con istruttori, allenatori e psicologi. Ci sono, ci sono… non tarderanno ad arrivare””
- L'arbitro italiano come stereotipo nel mondo come è descritto?
“Preparato tecnicamente e professionalmente”
- Gli arbitri americani sono più bravi di quelli Europei, e per quale ragione?
“Pecco di presunzione, noi in Europa siamo più bravi ma oltre Oceano c’è una differenza enorme che li fa vedere più bravi di noi: tutti fanno le stesse cose..noi no!!”
- E il suo sogno americano di andare a dirigere nella NCAA è finito nel cassetto?
“No e non ho cassetti da riempire
- Lei  e Lamonica siete anche un prodotto di scuola, le piacerebbe tentare di creare a sua volta una nuova scuola, e accetterebbe?
“Esiste una Scuola voluta da Luciano Tola, confermata da Zancanella da 2 anni e sia io che Gigi abbiamo partecipato in diverse settimane nei Corsi 2010 e 2011 come supporto agli Istruttori presenti”
- E' vero che un arbitro del suo livello può guadagnare anche 10 mila euro al mese?
“Falso”
- Con le attuali  cifre in ballo, non sarebbe meglio passare al professionismo?
“Prima del professionismo occorre una Scuola di cultura sportiva per gli addetti ai lavori”
- La  Pm di Baskettopoli ha sancito che “l'arbitro è un pubblico ufficiale incaricato di pubblico servizio”, lei è  d'accordo e veste quei panni?
“Se ha usato   questi termini la PM del Processo avrà avuto validi motivi. Se così fosse allora tutti gli arbitri di qualsiasi sport potrebbero adire a vie legali per “Oltraggio a Pubblico ufficiale” ogni volta che uno spettatore lo insulta o minaccia….Fantascienza…”
encampana@alice.it  @RIPRODUZIONE RISERVATA