AJ Dybantsa, il freshman che sembra già troppo grande per il college

AJ Dybantsa, il freshman che sembra già troppo grande per il college

AJ Dybantsa non è semplicemente il miglior prospetto della classe 2025: è uno di quei talenti che, appena scende in campo, ti dà la sensazione di essere capitato nel posto sbagliato. Troppo maturo, troppo fisico, troppo avanti rispetto ai pari età. Gli scout NBA lo seguono da anni, ma la sua prima stagione a BYU ha trasformato le aspettative in certezze. A 2.06 per 95 chili, Dybantsa ha il corpo di un professionista e la naturalezza tecnica di chi sembra aver saltato un paio di tappe evolutive. La scelta di approdare a Brigham Young aveva sorpreso molti, ma si è rivelata un incastro perfetto: Kevin Young gli ha messo in mano un sistema offensivo modellato su concetti NBA, dandogli libertà, responsabilità e un contesto pieno di spazi. Il risultato è un freshman che segna con efficienza, rimbalza come un veterano e sta crescendo anche nella lettura del gioco, soprattutto quando circondato da tiratori. E poi c’è la difesa, il vero spartiacque della sua stagione. Le perplessità iniziali sono evaporate: oggi Dybantsa si muove meglio lateralmente, legge le situazioni con anticipo e mostra una versatilità che lo rende spendibile su più ruoli. BYU, intanto, si gode un giocatore che sta spingendo la squadra verso un finale di stagione ambizioso, con l’idea di arrivare fino in fondo nella Big 12 e presentarsi al Torneo NCAA con un profilo da mina vagante.

Guardando al Draft 2026, il suo nome è stabilmente nel gruppo dei candidati alla prima scelta assoluta, insieme a Darryn Peterson e Cameron Boozer. Tutti e tre hanno argomenti solidi, ma attorno a Dybantsa sta crescendo una convinzione quasi unanime: ignorarlo potrebbe essere un errore pesante. «Se lo passi, stai scommettendo contro la sicurezza», ha detto uno scout. Una frase che riassume bene il concetto: il suo potenziale è enorme, ma ciò che colpisce davvero è quanto sia già alto il suo “pavimento”. Attacca il ferro con forza, si guadagna falli, ha un gioco dalla media affidabile e un tiro da tre in costante crescita.

Le comparazioni si sprecano: c’è chi vede un Julius Randle più esplosivo, chi un Jaylen Brown in formato extra‑large. Ma la verità è che Dybantsa sembra un giocatore NBA parcheggiato temporaneamente al college. Ci sono dettagli da rifinire, certo, ma il mix di fisico, tecnica e mentalità è raro. Rarissimo. E quando un prospetto ti dà la sensazione di essere “troppo pronto”, di solito la storia finisce sempre allo stesso modo: con il suo nome chiamato molto, molto presto la notte del Draft.