A2 - A Torino c'è un giaguaro che non ha paura della giungla sotto le plance

Fedelissimo di Franco Ciani con cui ha condiviso l'esperienza ad Agrigento, Tommaso Guariglia è la vera scommessa su cui ha puntato le sue fiches l'allenatore udinese.
05.09.2022 15:00 di Emiliano Latino   vedi letture
Fonte: Emiliano Latino
Tommaso Guariglia
Tommaso Guariglia

Il giaguaro è il più grande mammifero carnivoro presente nel Centro America e nel Sud America, chiamato dai nativi americani Yaguar, letteralmente “colui che uccide con un balzo” - L'accostamento sembra essere azzeccato con il salernitano classe 1997, la scorsa stagione protagonista con Piacenza in A2, che occuperà lo slot numero 5 dello scacchiere torinese e se la dovrà vedere con americani che in questa categoria occupano gli spazi sotto le plance.

È soprattutto nelle situazioni di pick and pop che la squadra di coach Franco Ciani cercherà di attivare Guariglia, facendo sì che, dopo aver portato un blocco, si apra sul perimetro per un tiro da tre (la vera pecca nelle ultime stagioni torinesi), occasione che il centro salernitano riesce spesso a capitalizzare garantendo punti pesanti per la squadra.

In questa intervista tutto sembra tranne che intimorito, anzi...

Le sue impressioni dopo le prime settimane di lavoro?

"Sono molto contento di essere arrivato a Torino e l'ho fatto con qualche giorno di anticipo per scoprire la città ed ambientarmi: abbiamo iniziato il lavoro fisico-tecnico con la squadra prendendo confidenza con una struttura fantastica (Cral di Reale Mutua_ndr) e il Pala Gianni Asti, iniziando a studiare le idee tattiche che il coach ha pensato per noi.
Abbiamo tutto a disposizione per far bene e in queste settimane stiamo lavorando per ricercare la miglior condizione fisica e il ritmo partita".

Due lunghi italiani sono un'anomalia per questa categoria: pronto a prendersi questa responsabilità?

"In questo senso Torino ha deciso di costruire il roster in modo "atipico": giocare con due lunghi italiani che possono giocare minuti importanti, ti permette di scegliere i due stranieri in ruoli nei quali poter fare la differenza. E sappiamo quanto questo sia importante.
Già l'anno scorso a Piacenza ho avuto la possibilità di essere il lungo titolare e, grazie a questa responsabilità che mi è stata data ho avuto modo di confrontarmi con giocatori americani sotto canestro e accumulare esperienza.

Ogni settimana sarà una battaglia, ma una volta prese le misure le affronteremo sportellata dopo sportellata".