The dark side of the sport - Ecco perché il calcio deve giocare

27.04.2020 12:00 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
The dark side of the sport - Ecco perché il calcio deve giocare

Della conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per far conoscere agli italiani la cosiddetta Fase 2, quella che potrebbe portarci verso l'uscita dell'emergenza totale e dall'isolamento completo in casa, ci rimarrà impressa la domanda su come sarà la fase 3 (che non c'azzecca, come avrebbe detto ai suoi tempi Antonio Di Pietro) e la fregola del corrispondete della Rosea Gazzetta del Calcio (lo sport è altra cosa, o almeno si dovrebbe leggere il quotidiano cominciando da fondo).

Ora il calcio è quello sport che in tutti gli articoli titolati a nove colonne minaccia - con cadenza quotidiana da almeno due mesi - un buco di 1 miliardo di euro. I 40 milioni denunciati dalla serie A di pallacanestro non valgono nemmeno il deficit di una squadra media della serie A calcistica.

Hanno meso le mani avanti chiedendo centinaia di milioni di aiuti al governo e alle opposizioni, pietando la comprensione di chi oggi ha problemi per arrivare in fondo al mese, con tutto il terziario che non ricomincerà a vedere qualcosa prima del giugno inoltrato, e li sopporterà forse ancora per molto tempo.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro strillava ieri per la riapertura più o meno totale, ma chissà quando il turismo sarà in condizione di ricominciare e far lavorare i bar degli spritz delle calli...

Occorrerà la fiducia della gente al viaggio, la sicurezza del trasporto - specie quello aereo: mica possiamo noleggiare un charter per una sola famiglia per un weekend fuori porta!

Ora non fraintendete. Noi facciamo il tifo che in qualche modo il calcio possa portare a termine la stagione 2019-20, far felici Agnelli e Lotito in primis, far sborsare le ultime rate di contratto alle televisioni e (in misura più contenuta) agli sponsor, e magari alleviare le sofferenze da Coronavirus di tanti tifosi in astinenza da pallone.

Così da far tirare un sospiro di sollievo al Governo della Repubblica, da revocare una sollevazione mediatica finanziata dai proprietari delle squadre (guarda caso uno di loro lo è anche della Rosea).

E da poterlo mettere in condizione finalmente di progettare misure per l'altra faccia dello sport, quella che davvero non gira i miliardi e che potrebbe ricevere una mazzata incredibile per molti anni.

A costi, stavolta, comunque ridicolmente contenuti. Si salvi il calcio senza esborso di denaro pubblico, poi i vari Sport e Salute, CONI, FIP e quanti altri servano, provvedano alla bisogna. Vita tua, vita mea.