FIP - La prima ondata della pandemia non ci ha insegnato nulla, adesso ci si appella a Spadafora

22.10.2020 07:50 di Umberto De Santis Twitter:    Vedi letture
FIP - La prima ondata della pandemia non ci ha insegnato nulla, adesso ci si appella a Spadafora

Ora che anche nel mondo della pallacanestro ci si accorge che la stalla era aperta ed i buoi sono scappati si ricomincia a pietire l'aiuto dello Stato, andando a rivolgersi proprio a quelle persone che, per interessi che con lo sport hanno ben poco da spartire, si è combattuto con toni molto duri in questi mesi che hanno affossato la riforma dello Sport. 

Apprendiamo che il presidente della FIP Gianni Petrucci avrebbe lanciato, grazie a una lettera inviata al ministro dell'Economia Gualtieri e a quello dello Sport Vincenzo Spadafora, un grido d'allarme e chiesto una presa di coscienza sull'attuale condizione della pallacanestro italiana, proprio mentre le restrizioni governative come risposta alla seconda ondata della pandemia fanno temere si possa andare verso un nuovo lockdown, più o meno imbellettato nei toni ma non nella sostanza.

Agevolazioni fiscali. Petrucci ritiene indispensabile un intervento governativo per sospendere i versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali fino al termine dell'emergenza sanitaria, e per consentire di accedere alla cassa integrazione in deroga peri lavoratori dipendenti sportivi professionisti anche per la stagione 2020-2021. 

L'azzeramento degli incassi da botteghino. L'unica realtà concreta che si palesava già in primavera, quando tutti gli esperti dicevano che il Covid-19 non si sarebbe potuto sconfiggere prima dell'estate 2021 in assenza di un vaccino, diceva che in autunno ci sarebbe stata una seconda ondata pandemica. Chiusi i palazzetti una volta, probabile chiusura anche una seconda, no?

Da quello che si legge, dalle ammissioni di colpevolezza che filtrano, si può dire che le società di serie A abbiano fatto il proprio budget senza prendere in considerazione i tempi che corrono. Di fatto alla fine della campagna acquisti molti addetti ai lavori hanno dichiarato che il Coronavirus non aveva ridimensionato proprio nulla, tanto per cominciare le promesse di ingaggi futuri.

Questo sta già mettendo in pericolo e in ridicolo la credibilità del campionato di serie A. E spiega benissimo le resistenze della televisione a un nuovo contratto e al perché si sia poi rinnovato con Eurosport al ribasso. Mica fessi gli analisti economici della TV: se gli aderenti a LBA non investono sul prodotto ma campano di promesse di pagamento, perché dovrebbero investire loro?

Eviteremo di ricordare che in aprile avevamo stilato alcuni punti fermi per restituire credibilità al movimento, che andavano a toccare il portafoglio e che avrebbero costretto diverse società a fare un passo indietro. Ma non ci ritroveremmo a ottobre già con quei discorsi di crisi che di solito si fanno a gennaio/febbraio.

Ci resta però il dubbio che quella specie di gentlemen agreement che il presidente Petrucci aveva ordinato per l'iscrizione alla serie A 2020-21 sia rimasto lettera morta e che non l'abbia firmato nessuno dei presidenti o azionisti di riferimento dei club. Perché l'abbiamo già chiesto e nessuno ce l'ha sbattuto nel muso. E il silenzio è un bel parlare.