Stagione particolare: difficoltà, ostacoli e oneri economici. Considerazioni del Latina Basket

02.04.2021 10:00 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Stagione particolare: difficoltà, ostacoli e oneri economici. Considerazioni del Latina Basket

Il termine di questa prima fase era stato fissato al 28 marzo, ma la partenza posticipata della regular season, oltre ai tanti rinvii, non hanno consentito di rispettare i tempi stabiliti e allo stato attuale sono ancora numerose le sfide in attesa di essere disputate. Se alcune compagini sono riuscite fortunatamente a completare il loro calendario, tante altre hanno dovuto far fronte a continui spostamenti e a oggi si trovano nella condizione di dover recuperare partite che originariamente erano in cartello lo scorso mese di ottobre e che, invece, andranno in scena nel corso delle prossime settimane.

La pandemia ha condizionato in maniera significativa anche il mondo dello sport e, per quanto ci riguarda, quello della pallacanestro. Una stagione così particolare e difficile sarà ricordata negli annali della storia del basket: la mancanza del pubblico nei palazzetti, i continui tamponi, le tante pagine di normativa da imparare e applicare, i protocolli, i fermi e le ripartenze.

La paura del contagio e la speranza con cui si guarda al domani stanno viaggiando mano nella mano ormai da mesi affrontando ostacoli, difficoltà e oneri economici. Ne abbiamo parlato con il General Manager della Benacquista Assicurazioni Latina Basket, Mariano Bruni.

Qual è la posizione della Benacquista Assicurazioni Latina Basket rispetto all’attuale situazione del Campionato di Serie A2 Old Wild West?

«Questa stagione è stata particolare, sicuramente diversa rispetto alle altre e tutti, già dalla scorsa estate erano consapevoli delle  difficoltà da affrontare. Allestire il roster non è stato semplice sapendo di dover affrontare un percorso pieno di incognite e far fronte anche al minor apporto dei pochi sponsor che sostengono la Latina Basket, che comunque la società ringrazia.

Nella fase di preparazione precampionato si alimentava la speranza che, con i dovuti accorgimenti e con il rispetto delle norme anti Covid, si sarebbero potute disputare le partite con la presenza del pubblico, seppur in forma ridotta. Le note problematiche della pandemia hanno invece istituzionalizzato la disputa delle gare a porte chiuse. Già dalla Supercoppa ci sono stati i primi rinvii e le relative difficoltà nel gestire i recuperi, tanto da far partire la prima fase di qualificazione dalla terza giornata. I mesi sono trascorsi tra posticipi, recuperi, slittamenti anche della seconda fase di qualificazione, oltre che lunghe settimane di fermo per via di positività e quarantene, alternate a veri e propri “tour de force” di sfide ravvicinate in tempi strettissimi.

Certamente tale situazione non giova allo sport in primis, agli atleti, agli appassionati, ma decisamente non ne traggono vantaggio nemmeno le società che fin dai mesi estivi, spinte e fortemente motivate dalla grande passione nei confronti della pallacanestro, hanno scelto di continuare a investire in un progetto che crea opportunità di lavoro per tante persone, che tende a muovere l’economia, che mira a dare agli sportivi appassionati la possibilità di distrarsi per qualche ora guardando le partite in streaming e cercando di pensare con ottimismo al futuro. Un futuro che auguriamo libero dalle tante attuali, e necessarie, restrizioni dovute alla pandemia».

Se dal punto di vista economico i disagi sono stati notevoli, anche l’aspetto tecnico e organizzativo non ha vissuto giornate semplici. Ne abbiamo parlato con il Direttore Sportivo della Benacquista Assicurazioni Latina Basket, Sergio Tricarico.

Quanto è stato, e continua a essere, difficoltoso gestire gli impegni legati alla squadra, sia in materia di normativa che di quotidianità, in un campionato così frammentato?

«Il campionato di Serie A2 è sicuramente un torneo importante, che richiede impegno e quest’anno l’organizzazione ha meritato un’attenzione particolare considerato che frequentemente si è navigato a vista. Seguire prontamente tutte le normative in continua evoluzione non è stato semplice. La pandemia ha complicato in maniera sostanziale la quotidianità delle singole azioni da compiere, partendo dall’adeguamento delle strutture, passando per l’informazione e la formazione dei componenti del gruppo squadra, e di tutti i collaboratori che ruotano intorno a una società sportiva. I vari, e ripetuti rinvii hanno creato e creano difficoltà per l’organizzazione delle partite. Non ultimo il discorso legato ai cadenzati tamponi rapidi o molecolari (sulla base di quanto previsto dai protocolli) con cui deve essere monitorato ogni singolo componente. L’attuale stagione purtroppo sarà probabilmente ricordata soprattutto per le difficoltà esterne al rettangolo di gioco, piuttosto che per lo spettacolo offerto dagli atleti sul parquet, sicuramente sarebbero state gradite disposizioni più chiare e lineari a cui tutti avrebbero dovuto attenersi».