Cunningham e Jenkins spezzano il tabù: i Pistons espugnano Cleveland
I numeri dicono che fino a ieri Detroit a Cleveland ci passava più per dovere di calendario che per reale speranza di far saltare il banco: una sola vittoria nelle ultime quindici sfide contro i Cavaliers e una striscia aperta di nove ko consecutivi in Ohio. Stavolta, però, la squadra di coach Bickerstaff – priva di due elementi chiave come Tobias Harris e Jalen Duren, oltre a Caris LeVert – decide di ribaltare la narrativa, costruendo un successo esterno di quelli che possono pesare più in spogliatoio che in classifica. Cade Cunningham firma 27 punti, perfetto dalla lunetta con un 11/11 che racconta anche di una gestione lucida dei possessi pesanti, ma il primo strappo emotivo della partita arriva dalla panchina, con Daniss Jenkins pronto a trasformare il secondo quarto nel suo palcoscenico personale. I Cavs, dall’altra parte, si appoggiano come sempre su Donovan Mitchell, che chiuderà a 30 punti, ma per lunghi tratti faticano a tenere il ritmo imposto dagli ospiti.
Il momento che spacca in due la gara è proprio la seconda frazione, quando Jenkins decide che è il suo turno per riscrivere un po’ di storia Pistons: 21 punti in dodici minuti, 7/7 dal campo, sei triple a segno e anche un gioco da tre punti a completare un periodo semplicemente perfetto. Detroit vola sulle ali di un quarto da 47 punti complessivi, massimo stagionale per la squadra, e all’intervallo si ritrova avanti 66-56, con l’inerzia saldamente dalla propria parte e i Cavaliers costretti a inseguire in casa, cosa che in questa stagione è successa di rado. Cleveland prova a restare in piedi aggrappandosi a Mitchell, che nella ripresa cambia passo e ne mette 23, e alle iniziative di Darius Garland, Evan Mobley e Sam Merrill, ma la serata racconta anche di una mano che non sempre risponde: Garland si ferma a 16 punti ma con uno 0/7 da tre che pesa, mentre i Pistons non sbagliano un colpo dalla lunetta, chiudendo con un irreale 21/21 ai liberi come manifesto di concentrazione.
Nel finale, quando Detroit sembra aver ormai in pugno la partita con un vantaggio che tocca le 13 lunghezze a meno di cinque minuti dalla fine, i vecchi fantasmi tornano a farsi vedere: i Cavs alzano il volume in difesa, Mitchell e Garland serrano i ranghi e il margine si assottiglia fino al 108-106 dopo il canestro proprio di Garland a 1’16” dalla sirena, facendo tremare ancora una volta i Pistons sul più bello. È qui che gli ospiti pescano le ultime risorse: Ausar Thompson si butta a rimbalzo offensivo e trova il tip-in del nuovo +4 con 17 secondi da giocare, e nei secondi conclusivi è ancora Jenkins a dimostrare di non essere solo fuoco di paglia, sigillando il risultato con quattro tiri liberi perfetti negli ultimi 5,7 secondi per il 114-110 finale.