Giannis comanda, i Bucks respingono la rimonta dei Kings
Il tabellino dice 37 punti e 11 rimbalzi in 31 minuti, con un irreale 13/17 dal campo e 11/13 ai liberi, ma quello che colpisce della prova di Antetokounmpo è la sensazione di totale controllo che emana per lunghi tratti della gara. Milwaukee costruisce la sua partita esattamente dove sa di poter far male a Sacramento: vicino al ferro, attaccando l’area con continuità e costringendo la difesa dei Kings a inseguire, a ruotare sempre in emergenza, a spendere falli e ad aprire varchi. Il parziale che indirizza la serata arriva già nel secondo quarto, quando un layup di Giannis seguito dal libero tecnico realizzato da A.J. Green spinge i Bucks sul 62-42, cristallizzando una superiorità che si è costruita possesso dopo possesso: il greco chiude il primo tempo con 15 punti frutto di un quasi perfetto 6/7 dal campo, mentre i Kings – dopo un incoraggiante 54,5% al tiro nel primo periodo – precipitano a un misero 26,1% nel secondo, fermandosi a 18 punti e smarrendo quella fluidità che li aveva tenuti in scia.
Accanto al dominio di Antetokounmpo, la serata dei Bucks si colora anche delle pennellate di Kevin Porter Jr., autore di una prova completa da 25 punti e 10 assist, prezioso nel tenere alto il ritmo e nel trovare soluzioni quando il muro di Sacramento prova a chiudersi in area. Myles Turner aggiunge sostanza con i suoi 15 punti, allargando il campo e offrendo una valvola di sfogo ai pick and roll centrali, mentre Milwaukee dà l’impressione, per lunghi tratti, di avere sempre una risposta per ogni aggiustamento dei Kings. Eppure, come spesso accade in NBA, la partita prova a riaprirsi quando sembra già archiviata: sotto di 24 nel terzo quarto, Sacramento trova improvvisamente la scintilla di un parziale 29-8 che riporta il margine fino all’88-83, col canestro di Drew Eubanks a chiudere un break che rimette tensione in un match che sembrava già segnato. È un momento in cui la difesa dei Bucks si allenta, il ritmo si spezza a loro sfavore e i Kings, con Russell Westbrook e Zach LaVine a guidare la carica offensiva, sfruttano ogni piccolo calo di concentrazione per rientrare.
La differenza, però, tra una squadra in fiducia e una in piena striscia negativa – per Sacramento è la quinta sconfitta consecutiva – si vede proprio nel modo in cui si gestiscono questi momenti. Quando il vantaggio scende a due possessi pieni, Milwaukee non va nel panico ma si ricompatta dietro alla sua stella: da lì parte un 18-5 che chiude virtualmente la questione, con Giannis a sigillare il parziale dalla lunetta e i Kings incapaci di trovare più quella continuità offensiva appena riacciuffata. LaVine, al rientro dopo nove gare ai box per un problema alla caviglia sinistra e utilizzato in uscita dalla panchina, porta 20 punti e qualche lampo del suo repertorio, mentre Westbrook si ferma a 21 ma non riesce a cambiare il destino di una squadra che continua a cercare un equilibrio sfuggente su entrambe le metà campo.