Espulsione facile: la particolare abitudine di Draymond Green di fare la doccia anzitempo
Strana ma non troppo, considerata la storia personale del protagonista, la serie casalinga di gare vissuta da Draymond Green. Nelle ultime cinque partite dei Warriors al Chase Center, il veterano è riuscito a concluderne soltanto una. Dopo il turno di riposo contro Oklahoma City, è stato espulso sia contro i Suns sia, la notte scorsa, contro i Jazz. E contro Orlando era addirittura stato lui stesso a lasciare la panchina dopo un acceso diverbio con Steve Kerr… Questa volta ha perso la calma nel secondo quarto, mentre marcava Kyle Filipowski, convinto – non a torto – che il lungo avversario fosse rimasto più di tre secondi in area. La protesta lo ha però completamente fatto uscire mentalmente dalla partita, e Lauri Markkanen ha immediatamente approfittato della distrazione per schiacciare indisturbato. Urlando contro l’arbitra Simone Jelks, Green ha rimediato il primo tecnico… poi, rivolgendosi a Kevin Cutler, è arrivato anche il secondo, quello dell’espulsione. «È successo tutto in fretta», ha commentato Kerr. «Non so cosa abbia detto a Kevin, ma immagino non fosse qualcosa che volesse sentirsi dire…».
Stephen Curry, pur soddisfatto per la vittoria, ha fatto notare come a suo avviso gli arbitri siano stati fin troppo rapidi nel punire. Nove tecnici in 36 partite, in linea col personaggio, ma Draymond non ci fa caso e Curry lo difende. «Abbiamo vinto, ed è ciò che conta. È ciò che conta anche per lui», ha spiegato il numero 30. «So che preferirebbe essere in campo. Non so cosa abbia detto all’arbitro, ma in spogliatoio tutti eravamo d’accordo sul fatto che non fosse da espulsione». Alla fine, l’uscita anticipata di Green non ha danneggiato i Warriors, che anzi hanno mostrato maggiore solidità senza di lui. Kerr ha sottolineato come nella ripresa la squadra si sia fatta trascinare meno «dalle emozioni». In appena 12 minuti, il plus/minus di Green segnava un pesante -15, anche se Jimmy Butler ha respinto l’idea che la squadra giochi meglio senza il compagno. Resta però un dato: con questo episodio, l’ex Difensore dell’Anno è già arrivato a quota nove falli tecnici, e le sospensioni scattano a partire da sedici. Per Kerr, l’accumulo comincia a essere un problema reale. «Abbiamo bisogno di Draymond, lo voglio in campo. È già a nove tecnici, e non siamo nemmeno a metà stagione. Sarà lunga… ma abbiamo bisogno di lui», ha concluso l’allenatore.