Senza Wembanyama i Spurs ci provano, ma Portland sbanca San Antonio nel finale

Senza Wembanyama i Spurs ci provano, ma Portland sbanca San Antonio nel finale
© foto di nba.com

Per la seconda tappa di un back-to-back affrontato senza Victor Wembanyama, gli Spurs riaprono le porte del Frost Center ai Trail Blazers con l’idea di allungare la striscia di vittorie, ma il copione iniziale racconta tutt’altro. Portland entra in campo con un controllo quasi totale del ritmo: Deni Avdija dirige le operazioni con lucidità da veterano e trova subito Donovan Clingan vicino al ferro, innescando un inizio da clinic del lungo, che segna i primi 11 punti della squadra, comprese tre triple consecutive che gelano il pubblico di casa (11-4). Sullo slancio del loro pivot, i Blazers allargano il discorso offensivo: il duo francofono Sidy Cissoko – Toumani Camara mette energia su entrambi i lati del campo, Portland tocca rapidamente la doppia cifra di vantaggio sul 20-10 e chiude il primo quarto sulle ali del tiro da tre, con Caleb Love che firma l’ennesima conclusione dall’arco in una frazione da 6/12 complessivo per la franchigia dell’Oregon.

Dopo aver bombardato dall’arco, Portland cambia registro in avvio di secondo periodo e attacca con decisione il ferro, mettendo in difficoltà la difesa texana che fatica a contenere l’impatto fisico degli esterni in penetrazione. Proprio quando la partita sembra scivolare via, però, l’attacco dei Blazers si inceppa: gli uomini di Tiago Splitter attraversano un blackout offensivo, restando a secco dal campo per quattro minuti pieni, con Sidy Cissoko che prima sbaglia una tripla aperta e poi si vede murare al ferro da Dylan Harper. È la finestra che aspettava San Antonio per riaprire il discorso: i texani ci si infilano dentro con un parziale di 15-1 che riporta il margine a un solo punto (46-45) e ridà voce al pubblico; nonostante la fiammata, però, Portland riesce a preservare un piccolo cuscinetto e arriva all’intervallo ancora avanti sul 55-51, consapevole di averla scampata.

La ripresa si apre nel segno dei Spurs, con Luke Kornet che mette subito la sua impronta con cinque punti consecutivi, compreso un gioco da tre punti che vale il primo vero sorpasso della serata per San Antonio sul 56-55 e dà la sensazione di una partita pronta a cambiare padrone. Il terzo quarto diventa un lungo scambio di colpi: Julian Champagnie prosegue il suo lavoro iniziato nel primo tempo, trovando con continuità il fondo della retina (anche con la quarta tripla della sua gara), mentre Cissoko ritrova un po’ di fiducia dall’arco e permette ai Blazers di presentarsi all’ultimo periodo avanti 87-80, tenendo a bada ogni tentativo di allungo dei padroni di casa. L’ultimo quarto si apre con un nuovo squillo di Caleb Love da tre e con la bomba di Rayan Rupert a spingere Portland sul 93-80, ma i Spurs non mollano: De’Aaron Fox, fin lì quasi sottotraccia, si accende quel tanto che basta per riportare i suoi a un possesso di distanza (104-101), e quando Stephon Castle firma un 2+1 a due minuti dalla fine, provocando il sesto fallo di Clingan e la sua uscita per falli, sembra che l’inerzia sia definitivamente girata. Il sophomore degli Spurs intercetta un pallone e va a schiacciare in contropiede per riportare San Antonio a una sola lunghezza, ma è proprio in quel momento che Avdija mostra perché è stato il faro dei Blazers per tutta la sera: si prende la responsabilità, punisce con una tripla pesantissima e chiude virtualmente i conti, sigillando il 115-110 che consegna a Portland il quarto successo nelle ultime cinque gare.