Il «miracolo» di Armoni Brooks: l'Olimpia ritrova la vittoria ma non nasconde i problemi
Sant'Armoni fa il miracolo proprio quando il destino sembrava aver voltato le spalle all'Olimpia Milano. In un finale che definire rocambolesco è riduttivo, Milano strappa una vittoria vitale contro un’ottima Udine grazie a una tripla siderale di Brooks scoccata sulla sirena, dopo una rimessa con appena 2.3 secondi sul cronometro. È l'epilogo di una partita pazza, un botta e risposta cardiaco che ha visto prima il "siluro" di Leday illudere il PalaLido a 8 secondi dalla fine, subito cancellato dalla prodezza in corsa di Alibegovic che pareva aver consegnato i due punti agli ospiti. Proprio quest'ultimo richiamava la calma dopo aver segnato, consapevole che contro questi avversari due secondi bastano per perderla. Ed ecco che la sentenza definitiva è arrivata dalle mani della guardia texana, scelta per il tiro decisivo, e questo è un tema, e che permette a coach Peppe Poeta di allungare a cinque la striscia positiva in campionato e di accorciare il gap sulle capoliste Virtus e Brescia, pur senza nascondere che il paziente Olimpia è tutt'altro che guarito.
Si guarda al risultato e si tira un sospiro di sollievo, specialmente con il doppio turno di Eurolega alle porte – Atene e poi Istanbul – che non ammette distrazioni. Eppure, le cifre raccontano di una Milano farraginosa, capace di smazzare appena 9 assist contro i 18 dell’Old Wild West e spesso salvata solo dalle iniziative individuali in un attacco statico. Lo stesso eroe di giornata, prima del dardo decisivo, aveva pasticciato non poco con 4 palle perse e diverse amnesie difensive. «I tiri decisivi li voglio, compagni e coach mi danno fiducia», ha commentato a caldo Brooks, incassando l'elogio lucido del suo allenatore: «L'ultima rimessa l'avevo disegnata così, ma il gran canestro di Brooks è merito suo».
La vittoria non cancella però la sofferenza contro una Udine mai doma, trascinata dalla serata di grazia del 24enne Andrea Calzavara, autore del suo career high proprio alla Scala del basket. L'Armani ha dovuto inseguire a lungo, finendo anche a meno nove, aggrappandosi alla difesa solo a tratti e raschiando il fondo del barile per trovare la benzina necessaria nel quarto periodo. «Non ci siamo abbattuti nonostante le poche energie, le abbiamo dovute raschiare nell'ultimo quarto», ha ammesso Poeta. E se la reazione guidata da Ellis e Shields aveva illuso con un +5 nel finale, sono serviti quei tre incredibili miracoli balistici negli ultimi secondi per evitare che i sogni friulani si trasformassero nell'incubo di Milano.